Scontro Vegas-governo, ma Alfano difende numero uno Consob
Il governo non può attaccare la Consob, presieduta da Giuseppe Vegas, secondo il ministro dell’Interno Angelino Alfano. “Il governo non deve e non può attaccare le Autorità di garanzia. In ballo non c’è la persona del presidente Vegas, peraltro stimato per la sua serietà e competenza, ma una corretta relazione tra le istituzioni”, ha detto Alfano in una nota.
Vegas è stato accusato da esponenti del governo per la sua vigilanza in tema di obbligazioni bancarie. Il presidente di Consob ha detto che si tratta di accuse infondate. Ieri il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e il viceministro dell’Economia Enrico Zanetti ne avevano chiesto le dimissioni, dopo che da un servizio della trasmissione di Report della RAI era emerso comportamento non impeccabile del numero uno della Consob sui prospetti informativi bancari.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.