S&P, Italia ha meno da perdere in caso di Brexit
“Chi ha più da perdere dalla Brexit?” recita il titolo dell’ultima ricerca dell’agenzia Standard & Poor’s, la risposta, per quanto ci riguarda, è abbastanza rassicurante: l’Italia, assieme all’Austria, è il Paese che ha la minor esposizione alle conseguenze negative della Brexit. Vale il contrario, invece, per l’Irlanda, Malta, Lussemburgo e Cipro, che hanno rapporti molto più stretti con il Regno Unito. “L’Irlanda e altri piccoli centri finanziari aperti”, scrive in una nota Frank Gill, analista creditizio di S&P, “guidano la lista degli stati vulnerabili a una decisione del Regno Unito di uscire dalla Ue. Dei 20 Paesi più esposti solo due, Canada e Svizzera, non sono membri Ue e solo uno, il Canada, non è europeo”
Breaking news
Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.
Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.
La norvegese Vard, parte del Gruppo Fincantieri, costruirà due navi multifunzione per Trinity House, destinate alla manutenzione di boe e fari nel Regno Unito. Il contratto, del valore di oltre 220 milioni di euro, è parte di un programma di rinnovo flotta e garantirà servizi di navigazione sicuri ed efficienti.
La Borsa di Hong Kong ha chiuso in ribasso, influenzata dal calo nel settore tecnologico e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Mentre gli investitori si mostrano cauti, la Borsa di Shanghai si mantiene stabile grazie a misure governative.