S&P, Italia ha meno da perdere in caso di Brexit
“Chi ha più da perdere dalla Brexit?” recita il titolo dell’ultima ricerca dell’agenzia Standard & Poor’s, la risposta, per quanto ci riguarda, è abbastanza rassicurante: l’Italia, assieme all’Austria, è il Paese che ha la minor esposizione alle conseguenze negative della Brexit. Vale il contrario, invece, per l’Irlanda, Malta, Lussemburgo e Cipro, che hanno rapporti molto più stretti con il Regno Unito. “L’Irlanda e altri piccoli centri finanziari aperti”, scrive in una nota Frank Gill, analista creditizio di S&P, “guidano la lista degli stati vulnerabili a una decisione del Regno Unito di uscire dalla Ue. Dei 20 Paesi più esposti solo due, Canada e Svizzera, non sono membri Ue e solo uno, il Canada, non è europeo”
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.