Confcommercio: consumi in crescita ad aprile
ROMA (WSI) – In lenta ripresa i consumi in Italia secondo quanto rivela il centro studi Confcommercio secondo cui l’ICC, l’Indicatore dei Consumi Confcommercio registra nel mese di aprile un rialzo dello,03% rispetto a marzo e dell’1,0% tendenziale. Un risultato dovuto dall’aumento allo 0,9% della domanda relativa ai servizi e da un lieve rialzo della componente relativa ai beni (+0,1%).
“Tale dinamica si inserisce in un contesto in cui i principali indicatori congiunturali continuano a mostrare andamenti non univoci, situazione che, pur comportando un progressivo miglioramento del quadro macroeconomico, conferma l’assenza di slancio della ripresa”.
Nel dettagli appare in aumento la domanda di alberghi e pasti fuori casa, (+2,3%), ma anche di beni servizi creativi (+0,4%), beni e servizi per le comunicazioni (+0,3%), beni e servizi per la mobilità (+0,3%), alimentari, bevande e tabacchi (+0,1%). Risultano stabili rispetto al mese di marzo gli acquisti per i beni e i servizi per la cura della persona, i per la casa e la spesa per l’abbigliamento e le calzature. L”aumento più significativo su base annua ha interessato anche ad aprile la domanda di beni e di servizi per la mobilità (+4,7%), trainato dall’andamento positivo delle vendite di auto e moto ai privati.
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La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.
Annunciato un piano di investimenti da un miliardo di dollari in Italia nei prossimi cinque anni
Il rallentamento della spesa dei consumatori e degli investimenti in Cina ha raggiunto livelli mai visti dalla pandemia, con un calo delle vendite al dettaglio dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Nonostante una crescita nella produzione industriale del 4,5%, trainata dalle esportazioni e dai settori tecnologici, la debole domanda interna minaccia un ulteriore rallentamento economico.
Secondo il Digital Markets Act, Apple deve garantire a terzi, a titolo gratuito, l’effettiva interoperabilità con le componenti hardware e software controllate tramite i sistemi operativi iOS e iPadOS di Apple.