Rifiuti: in Italia costi più alti con servizi insoddisfacenti
MILANO (WSI) – Primato negativo al comune di Roma per i costi più alti per l’igiene urbana e la maggiore insoddisfazione dei cittadini per questo servizio. La raccolta di immondizia costa ai romani 249,9 euro pro capite, il 50,9% in più rispetto alla media nazionale ed il 9,5% in più rispetto ai 225,15 euro rilevati nel 2010. A dare i numeri è uno studio di Confartigianato che mette in luce quanto oggi costa il servizio rifiuti nelle varie città italiane.
Solo Palermo batte Roma, con appena il 7% dei cittadini soddisfatti per l’igiene urbana. I risultati migliori della Penisola si trovano invece a Verona, Bologna e Torino.
Tra le regioni più care troviamo il Lazio (Roma compresa) dove si arriva a un costo di 220,3 euro per abitante, seguono Liguria con 212,7 euro, Toscana con 210,3 euro, Campania (196,7), Sardegna (192,1), e Umbria con 182,2 euro. Va decisamente meglio agli abitanti del Molise, dove i cittadini pagano 116,2 pro capite, seguiti nella classifica dal Trentino Alto Adige (130,6 euro) e quindi dal Friuli Venezia Giulia con 130,7 euro per abitante.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.