Wto: in caso di Brexit salteranno accordi commerciali con 58 Paesi
“Quasi tutto il commercio che il Regno Unito ha con il resto del mondo andrebbe il qualche modo rinegoziato” in caso di Brexit; così il direttore generale del World Trade Organisation, Roberto Azevêdo. L’accesso agli altri mercati, il livello dei dazi sui vari prodotti, le quote sulle esportazioni dell’agricoltura e una serie di altre regole che l’Ue aveva fissato negli anni con i partner commerciali del Wto andrebbero, dunque, rivisti e non potrebbero essere semplicemente “copiati e incollati”, avverte il direttore in un’intervista al Financial Times.
Ad esempio, un’uscita dall’Ue significherebbe per il Regno Unito dire addio ai trattati commerciali che l’Europa ha concluso con 58 Paesi: il risultato sarebbe che, reciprocamente, fra questi e la Gran Bretagna risalirebbero le barriere commerciali antecedenti a tali trattati, con maggiori dazi sulle importazioni da ambo le parti.
Breaking news
Apertura positiva a Wall Street. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,13% a 50.721,51 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,20% a 26.971,55 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,19% a 7.578,10 punti.
A maggio 2026, l’inflazione in Germania registra una sorprendente flessione. I dati preliminari di Destatis mostrano una diminuzione mensile dello 0,2%, contrariamente alle aspettative di un leggero aumento. Su base annua, i prezzi al consumo crescono del 2,6%, al di sotto delle previsioni. L’inflazione armonizzata e quella di fondo mostrano variazioni simili. Il rallentamento dei prezzi energetici contribuisce al quadro generale. I dati definitivi saranno disponibili il 12 giugno 2026.
Fincantieri, attraverso la controllata norvegese VARD, ha siglato un nuovo contratto con l’organizzazione di ricerca statunitense Inkfish per la progettazione e costruzione di una nave da ricerca oceanografica di nuova generazione destinata alle acque profonde
L’Istat ha diffuso le stime preliminari per maggio 2026, evidenziando un’accelerazione dell’inflazione in Italia. L’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,2% su base annua. L’incremento è influenzato principalmente dai prezzi energetici e dei servizi relativi ai trasporti e alla cura della persona.