Fmi: da Brexit rischi consistenti per economia del Regno Unito
Al coro delle voci scettiche sull’opportunità della Brexit si è unita quella del Fondo monetario internazionale, per il quale l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea potrebbe avere “effetti negativi e consistenti” sulla crescita economica. Il Fmi si è espresso in occasione del consueto “colpo d’occhio” sull’economia britannica, precisando che la Brexit provocherebbe un prolungato periodo d’incertezza in grado di detronizzare Londra dal centro della finanza globale.
Secondo il Fmi il Pil britannico crescerà nel 2016 meno del 2%, mentre nel medio periodo il ritmo dovrebbe assestarsi al 2,25%.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.