Azionario: Asia negativa dopo Wall Street, Tokyo resiste alle vendite
ROMA (WSI) – La chiusura negativa di Wall Street condiziona il trend dei principali listini azionari dell’Asia. Borsa Tokyo riesce a virare in territorio positivo, ed ad accelerare negli ultimi minuti delle contrattazioni, con l’indice Nikkei 225 che chiude con un rialzo di +0,41% a 16.646,34 punti.
Banche sotto pressionein Australia, con il titolo Westpac che è sceso oltre -3,5%, dopo alcune indiscrezioni riportate dall’Australian Financial Review, secondo cui le autorità di regolamentazione sarebbero pronte a presentare nuove accuse contro la banca, già accusata di manipolazione di mercato, nella giornata di domani. Sidney -0,24%, Seoul chiude con -0,13%. Nel finale, i listini riescono a ridurre le perdite.
Mercati azionari cinesi in lieve calo.
L’azionario asiatico ha dovuto fare i conti con l’effetto Wall Street, che ha visto il Dow Jones cedere -217 punti, o -1,21%, e riportare la performance peggiore su base giornaliera dallo scorso 11 febbraio, quando ha perso -1,60%.
Il Dow si appresta a chiudere in rosso per la terza settimana negativa. S&P -1,20%, anche se in rialzo +0,36% dall’inizio della settimana. Nasdaq -1,02%, +0,52% dall’inizio della settimana.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.