Tagli alla spesa: beni demaniali, patrimonio di ben 59 miliardi nel 2015
“Le vendite di beni pubblici negli ultimi anni hanno dato circa 1 miliardo di rendita l’anno”, lo ha dichiarato il direttore dell’agenzia del Demanio, Roberto Reggi, commentando i risultati annuali dell’agenzia. Al 31 dicembre 2015 il valore complessivo dei beni demaniali è stato calcolato a 59 miliardi di euro, una stima in aumento, nonostante la diminuzione nel numero dei beni (54.397 a fine 2015); l’85% di tale patrimonio in uso governativo, 5% demanio storico artistico, 6% patrimonio indisponibile, 4% patrimonio disponibile. I risparmi sulle locazioni passive ammontano a 18 milioni di euro nel 2015 e, complessivamente, a 73 milioni negli ultimi 5 anni: è l’effetto della chiusura di numerosi contratti di affitto passivo e, conseguentemente, del maggior numero di metri quadrati di immobili di proprietà dello Stato.
Fra il 2011 e il 2015 la vendita dei beni dello Stato ha totalizzato entrate per 568 milioni di euro, nello stesso periodo le vendite da parte di altri Enti Pubblici hanno prodotto altri 4.667 milioni di euro.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.