TTIP: la Francia dice no al trattato di libero scambio Usa-Ue
Se il controverso Trattato di libero scambio rimane così com’è, la Francia dirà di no. Anticipando in qualche modo le rivelazioni di Greenpeace, il presidente francese Francois Hollande, alla disperata ricerca di uno slancio in popolarità a un anno dalle nuove elezioni, ha deciso di mettere in una fase di stallo il patto tra Stati Uniti ed Europa.
“La Francia è contro l’attuale contenuto del Trattato transatlantico sul commercio e sugli investimenti per questioni fondamentali del Paese come l’agricoltura, la salute e l’ambiente”, ha ha detto il presidente della Repubblica francese a proposito dei negoziati sul Ttip che si stanno ormai protraendo da tre anni e ora devono affrontare lo scetticismo di entrambi i lati dell’Atlantico.
“Non accettiamo compromessi sui principi e sui valori francesi come la cultura, l’agricoltura, la salute e l’ambiente. E’ per questa ragione che la Francia dice no al proseguimento degli attuali negoziati”, ha dichiarato Hollande in un discorso in cui ha ripreso tutta la sua azione di Governo.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.