Effetto Obama sulla sterlina. L’allarme sullo scenario Brexit funziona
Sul valutario, protagonista di oggi è soprattutto al rimonta della sterlina, che testa nei confronti del dollaro il massimo in cinque settimane, complici le dichiarazioni del presidente americano Barack Obama, che continua a lanciare avvertimenti contro lo scenario Brexit.
Il rapporto sterlina/dollaro ha testato $1,4475, per la prima volta appunto in cinque settimane.
Stando al sito di scommesse Betfair, le probabilità che i cittadini del Regno Unito votino per rimanere nell’Unione europea, nel corso del referendum del prossimo 23 giugno, è ora del 72%, rispetto al 63% circa precedente agli appelli di Obama.
Obama ha d’altronde sottolineato che potrebbero trascorrere fino a dieci anni perchè il Regno Unito e gli Usa riescano a siglare un accordo commerciale esclusivo.

E si parla ora di effetto Obama sulla sterlina, come dimostra il grafico.

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La borsa di Tokyo ha chiuso con una performance mista: l’indice Nikkei ha subito una lieve flessione dello 0,17%, mentre il Topix ha guadagnato lo 0,45%. Gli investitori sono concentrati sugli sviluppi in Medio Oriente, con il prezzo del petrolio ancora elevato. Anche la borsa di Seul ha registrato un aumento con l’indice Kospi in crescita dello 0,74%.
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Il presidente Donald Trump ha annunciato che i produttori di farmaci generici avranno due anni per trasferire la produzione negli Stati Uniti, altrimenti dal 2028 dovranno affrontare un dazio del 100% sulle importazioni. Questa misura potrebbe aumentare i costi per i produttori e causare un incremento dei prezzi e possibili carenze di trattamenti generici.