Confercontribuenti denuncia governo: pronto condono per i Panama Papers
NEW YORK (WSI) – “La procedura per il rientro dei capitali che si è chiusa lo scorso 30 settembre sarebbe stata “l’ultima occasione per mettersi in regola” senza incorrere in sanzioni e penali, ma oggi sembra che per i grandi evasori non esista mai l’ultima volta” si legge in una nota di Confercontribuenti, secondo cui e’ “davvero inquietante dopo lo scandalo degli 800 italiani di Panama Papers, che il Governo, per bocca del Ministro Padoan annunci che, fatte le dovute verifiche, prepari una nuova voluntary disclosure(collaborazione volontaria)”.
In particolare, il presidente Carmelo Finocchiaro denuncia:
“Il Governo con questa manovra sembrerebbe che voglia salvare i grandi evasori coinvolti nello scandalo ‘panama papers’, senza tenere conto delle piccole e medie imprese, vessate quotidianamente da Equitalia e su cui la magistratura salernitana sta indagando per usura.
Con la precedente voluntary disclosure, gli evasori hanno regolarizzato tutto pagando mediamente il 6% delle somme nascoste all’Erario.
Imprese e famiglie, invece, il 6% lo devono ad Equitalia, fra sanzioni, interessi, more e aggi, sulle somme iscritte a ruolo, anche ritardando di un solo mese, il pagamento di quanto dovuto” – conclude Finocchiaro.
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I principali indici di Wall Street iniziano la giornata con cautela a causa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, alimentate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. L’inflazione negli Stati Uniti segna un aumento significativo, influenzata dall’incremento dei prezzi energetici. Il mercato azionario osserva con attenzione i dati macroeconomici, mentre il Dow Jones e l’S&P 500 mostrano movimenti contrastanti.
Le richieste di sussidio alla disoccupazione negli Stati Uniti hanno superato le previsioni, raggiungendo 215.000 unità nella settimana al 22 maggio. Questo aumento è stato maggiore del previsto, con un incremento di 5.000 unità rispetto alla settimana precedente. Anche la media delle ultime quattro settimane è cresciuta, segnando un possibile segnale di allerta per il mercato del lavoro.
L’economia americana mostra una crescita deludente nel quarto trimestre del 2025, con un PIL rivisto al ribasso. Le spese personali reali, principali motori della crescita, sono in calo rispetto alle stime precedenti. L’indice PCE, importante per monitorare l’inflazione, segna un aumento come previsto dagli analisti.
Le esportazioni di merci dell’Unione Europea hanno subito un significativo calo nel primo trimestre, con riduzioni marcate verso Stati Uniti, Turchia e Cina. Secondo Eurostat, le esportazioni complessive sono diminuite dell’8,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le importazioni sono calate del 3,3%.