Pimco: quattro maggiori rischi per l’economia della Cina
I livelli di debito, il mercato immobiliare, i crediti deteriorati e il mercato azionario: sono questi i quattro principali fattori di rischio per l’economia della Cina secondo Luke Spajic, gestore presso Pimco. Le stime di crescita previste dalle autorità statali, fino al 6,5% per l’anno in corso, sembrano più ottimiste di quanto non facciano presagire queste preoccupazioni.
Nello specifico, Spajic ricorda che il leverage:
“continuerà a salire, ma la sua abilità nel generare crescita ulteriore sta diminuendo”; i crediti deteriorati, invece, sono destinati ad aumentare la loro quota, che a fine 2015 era dell’1,4%: negli stress test di Pimco le banche cinesi possono sperimentare fino a un 6% di Npl ratio; quanto all’immobiliare, che Spajic ritiene il rischio più pericoloso, continuerà a essere un freno alla crescita nonostante un tenue rialzo dei prezzi nel 2016; il mercato azionario, infine, è in calo del 15% da inizio anno e le autorità si sono dimostrate inefficaci nel contenerne la volatilità, ragione per cui Spajic ritiene quest’ultimo aspetto il più difficile da controllare.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.