Usa: banche dovranno rivelare identità proprietari conti offshore
Con l’obiettivo di contrastare l’evasione fiscale il governo degli Stati Uniti ha intenzione di istituire un insieme di nuove regole che impongano alle banche di identificare i proprietari che ci sono dietro alle società offshore. È la prima volta nella storia del paese che si prospetta un’operazione di condivisione di tali informazioni.
È la risposta di Barack Obama allo scandalo planetario dei “Panama Papers“, 11,5 milioni di documenti top secret e resi noti grazie alle rivelazioni di una talpa interna alla società legale Mossack Fonseca. Ora le migliaia di clienti internazionali di alto profilo che hanno stretto legami con i paradisi fiscali in cui hanno parcheggiato i loro soldi sfruttando conti offshore, non potranno più nascondersi.
Prima alle banche con filiali negli Stati Uniti si poteva chiedere solamente l’identità di chi apriva un conto all’interno dei confini nazionali, quindi i clienti che volevano “nascondere” i propri soldi, per un motivo o per l’altro, finivano per aprire conti offshore sotto il nome di qualcun altro servendosi di una società di facciata.
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Novartis ha riportato profitti superiori alle attese grazie ai nuovi farmaci oncologici, compensando l’impatto dei generici su Entresto. Le vendite del secondo trimestre hanno superato le previsioni degli analisti. Il CEO Vas Narasimhan punta sull’innovazione per guidare la crescita, con nuovi farmaci come Rhapsido che mostrano risultati promettenti.
Donald Trump ha annunciato un dazio del 50% su alcuni prodotti canadesi, in risposta a presunti trattamenti discriminatori. Le nuove tariffe, che escludono risorse come energia e minerali, entreranno in vigore tra 30 giorni, colpendo beni per un valore di 20 miliardi di dollari. Il premier canadese Mark Carney ha espresso la volontà di negoziare per risolvere la disputa.
Wall Street apre la settimana con andamenti contrastanti mentre prosegue la stagione delle trimestrali. Gli investitori osservano attentamente i risultati di Tesla, IBM, Alphabet e Intel, valutando l’impatto degli investimenti in intelligenza artificiale. Sullo sfondo, le tensioni geopolitiche con raid aerei tra USA e Iran. Il Dow Jones segna un leggero progresso, seguito da S&P-500 e Nasdaq 100.
Seduta all’insegna dei forti rialzi per il gas naturale in Europa. Nelle prime ore della mattinata, le quotazioni all’ingrosso hanno registrato uno strappo fino a quasi il +3,5%, raggiungendo i livelli più alti dalla fine di marzo