Processo scandalo Libor, banchieri “mossi dall’avidità”
LONDRA (WSI) – I cinque ex banchieri di Barclays accusati di aver preso parte alle vicende legate alle manipolazioni del Libor e dei tassi interbancari, sono stati “mossi dal denaro e la loro condotta non è del tutto diversa da chi ruba”.
A dirlo il tribunale londinese che conduce l’inchiesta penale sugli accordi di cartello che pilotavano la quotazione del parametro finanziario era stata avviata dopo che Deutsche Bank, Barclays e Sociète Generale avevano ammesso nel 2013 il loro coinvolgimento nello scandalo. I cinque banchieri sono Andreas Hauschild, Joerg Vogt, Ardalan Gharagozlou, Kai-Uwe Kappauf e Stephane Esper, che dovrebbero essere processati a settembre a Londra con altri 6 imputati di Deutsche Bank e Barclays.
Secondo il procuratore James Hines: “Questo è un caso di frode. Gli imputati erano dipendenti di Barclays Bank e l’accusa è aver cospirato per frodare le persone”.
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.