Aeroporto Atlanta evacuato un giorno dopo attentati Bruxelles
L’aeroporto di Atlanta è stato evacuato temporaneamente per la presenza di un bagaglio sospetto, un giorno dopo gli attentati sanguinolenti che a Bruxelles hanno provocato la morte di almeno 31 persone e il ferimento di altre 260.
Le aeree riservate al pubblico del terminal per gli scali nazionali dell’aeroporto internazionale Hartsfield-Jackson, uno dei più frequentati dai passeggeri americani, sono state evacuate stamattina dopo che le forze di sicurezza hanno segnalato la presenza di una valigia sospetta. L’allarme è poi rientrato.
Le indagini della polizia non hanno infatti trovato nulla di cui temere. Non si trattava di un pacco bomba e così all’aeroporto di Atlanta tutto è ben presto tornato alla normalità – se di normalità per chi viaggia si può parlare dopo gli attentati degli ultimi mesi.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.