Russia lascia tassi all’11%: ci resteranno a lungo
La banca centrale della Russia ha lasciato invariati i tassi d’interesse all’11%, secondo le attese della maggioranza degli analisti. Con un livello dei prezzi attorno al 7% resta difficile per la banca centrale allentare la politica monetaria senza il rischio di aggravare la situazione; l’istituto, infatti, ha comunicato che la sua politica “moderatamente stretta” potrebbe durare più del previsto.
“Nonostante una certa stabilizzazione nei mercati finanziari e delle materie prime e un certo abbassamento del livello dei prezzi, i rischi inflattivi restano alti”, ha dichiarato la banca centrale. I prezzi del petrolio sono risaliti, infatti, dopo aver sfondato i 30 dollari al barile, mentre i minimi storici per il rublo, raggiunti a gennaio sono stati colmati da un recupero sul dollaro del 20% da allora.
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L’apertura di Wall Street è stata caratterizzata da un andamento contrastato, influenzato dal calo dei titoli dei semiconduttori e dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Broadcom ha registrato un significativo calo del 14% a causa di risultati trimestrali deludenti, mentre altri titoli del settore tecnologico e del petrolio hanno subito variazioni negative.
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 13.000 unità nella settimana conclusa il 30 maggio, raggiungendo un totale di 225.000, superando le previsioni di 215.000. Il dato precedente è stato rivisto al ribasso da 215.000 a 212.000. Il numero totale di beneficiari è diminuito di 8.000, attestandosi a 1.777.000 nella settimana terminata il 23 maggio.
Fincantieri, attraverso la controllata WASS Submarine Systems, ha firmato un Memorandum of Understanding con Magellan Aerospace Corporation per valutare nuove opportunità di cooperazione industriale nel settore della difesa subacquea in Canada. L’intesa, siglata in occasione di CANSEC 2026 a Ottawa, punta a rafforzare le capacità canadesi nel comparto underwater, con particolare attenzione ai siluri pesanti […]
Le Borse cinesi chiudono in negativo a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’instabilità in Medio Oriente. L’indice Hang Seng e l’indice composito di Shanghai registrano perdite significative. L’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi, colpendo anche la Cina.