Schema Ponzi in Cina: truffati un milione di investitori per $7,6 miliardi
NEW YORK (WSI) – Una frode online da 50 miliardi di yuan, 7,6 miliardi di dollari, è costata la libertà a 21 persone in Cina. Gli incriminati sono stati arrestati per quello che se verrebbe confermato diventerebbe immediatamente lo schema Ponzi più grande della storia del paese.
La maxi truffa riguarda il sito Internet Ezubao, una delle piattaforme più popolari per i prestiti peer-to-peer nel paese asiatico, e ha fatto perdere soldi a quasi un milione di investitori (900 mila accertati). Il più del 95% dei progetti del sito si sono rivelati fasulli. Tra gli arrestati che si presume abbiano creato lo schema Ponzi figura anche Ding Ning, presidente del gruppo Yucheng che ha lanciato il sito nel luglio di due anni fa.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.