Analisti: “Brexit in bilico, tutto dipendera’ da questi fattori”
NEW YORK (WSI) – In attese del referendum sulla Brexit, “i sondaggi più recenti suggeriscono una (piccola) maggioranza per il campo di chi è a favore dell’uscita dall’UE. Tuttavia, il risultato finale dipenderà principalmente da ciò che il Regno Unito riuscirà ad ottenere dai negoziati in merito alla governance economica, alla competitività del mercato, all’immigrazione e alla sovranità”.
Così scrive in una nota Hans Bevers, Senior Economist di Degroof Petercam AM, che, a questo proposito ricorda, che “le richieste britanniche non sono affatto banali a tale proposito e sembra improbabile che le autorità europee accetteranno facilmente. Allo stesso tempo, Cameron è disposto a mostrare di saper giocare duro, per evitare di ricevere ex post accuse sul fatto che non stesse chiedendo molto. Pertanto, è probabile che il dibattito si intensificherà nelle settimane e nei mesi a venire.
L’economista ricorda inoltre che se e’ vero che “la burocrazia e la regolamentazione dell’Unione Europea sono percepiti in larga parte come costosi e inefficienti” e’ altrettanto vero che “il Regno Unito non vuole neppure rimanerne completamente fuori. Dopo tutto, avere accesso al mercato comune è importante per Londra, con l’UE che conta per più del 50% degli scambi commerciali”.
Da un punto di vista economico “l’impatto derivante da una Brexit è difficile da quantificare. Questo perché ci sono diverse incognite e i modelli macro non sono in grado di cogliere i diversi canali attraverso i quali una Brexit avrebbe un impatto sull’economia. Gran parte degli studi, tuttavia, ritiene che l’impatto di medio termine sul Regno Unito sarebbe negativo e significativo (con il più pessimistico degli scenari che suggerisce una perdita permanente di oltre il 10% del PIL).
L’impatto diretto sull’attività economica dell’UE sarebbe invece più modesto. Ciò detto, il danno reputazionale sarebbe grave e aggiungerebbe ulteriori sfide a quello che sembra già essere un progetto europeo sempre più fragile”
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A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.