Russia: Pil crolla al 3,7% nel 2015. Colpa del petrolio
ROMA (WSI) – Crolla il Pil russo del 3,7% nel 2015 dopo un aumento dello 0,6% nel 2014. A renderlo noto l’ufficio nazionale di statistica Rosstat, secondo cui i dati elaborati sono conformi alle previsioni del presidente Vladimir Putin e del ministero dell’Economia del Cremlino.
Il rallentamento è dovuto al calo del prezzo del petrolio e alle sanzioni dei paesi occidentali. Mosca tenta di correrei ai ripari e per non far schizzare il deficit sopra il limite del 3% con la carta del taglio del 10% della spesa pubblica e delle privatizzazioni.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.