Yahoo! pronta a licenziare il 10% dei dipendenti
NEW YORK (WSI) – Per far fronte alle performance sempre piu’ deludenti, Yahoo! sta pensando di tagliare almeno il 10% della forza lavoro, ovvero più di 1.000 dipendenti.
A riferire la notizia è Business Insider, secondo cui il numero uno del colosso tecnologico, messa sotto pressione dagli investitori che stanno perdendo la pazienza, starebbe dunque studiando un’ondata di licenziamenti nell’ambito del piano di riorganizzazione della società.
Secondo le fonti sentite, i licenziamenti potranno partire già questo mese e dovrebbero riguardare un po’ tutte le divisioni della società. Più colpite potranno però essere le attività media, quelle europee e le piattaforme tecnologiche. La notizia non e’ stata finora confermata dalla societa’.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.