Cina e crisi rifugiati principali timori dell’Fmi
NEW YORK (WSI) – La riprese economica globale e’ sempre piu’ dipendente dalla sfide geopolitiche. Lo sostiene Maury Obstfeld, capo economista del Fondo monetario internazionale in un’intervista pubblicata sul sito dell’istituto di Washington, secondo cui “tali tensioni saranno un fattore determinante per l’andamento macroeconomico regionale e globale”.
Obstfeld aggiunge che “la Cina resta uno dei fattori chiave” su cui prestare attenzione nell’anno appena iniziato. “La sua economia si sta rallentando mentre effettua una transizione dagli investimenti e la manifattura ai consumi e servizi. Ma il contagio globale derivante dalla riduzione del tasso di crescita della Cina, attraverso il calo delle importazioni e della domanda di materie prime, e’ stato molto piu’ ampio delle nostre attese”, spiega il direttore del dipartimento di ricerca dell’Fmi. Per lui, “una crescita inferiore ai target ufficiali delle autorita’ cinesi potrebbe nuovamente destabilizzare i mercati finanziari globali”.
Non meno importante, secondo il Fmi, e’ la crisi dei rifugiati in fuga da Iraq e Siria che “rappresenta una delle principali sfide alle economie e ai mercati del lavoro Ue ma ancor di piu’ ai sistemi politici”.
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Le Borse cinesi chiudono in negativo a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’instabilità in Medio Oriente. L’indice Hang Seng e l’indice composito di Shanghai registrano perdite significative. L’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi, colpendo anche la Cina.