Start up italiane: nel 2015, 3 su 4 nate con meno di 10 mila euro
NEW YORK (WSI) – Le start up italiane nate quest’anno non ha avuto bisogno di grandi risorse: 3 imprenditori su 4 sono partiti investendo meno di 10.000 euro mentre le maggiori difficolta’ per i neo imprenditori sono derivate dalla crisi o da difficoltose procedure amministrative.
E’ quanto emerge da un’indagine del Centro studi di Unioncamere nell’ambito del Progetto Excelsior, patrocinato dal Ministero del Lavoro che mette in evidenza.
L’indagine, effettuata sulle imprese iscritte nei Registri delle Camere di commercio, indica che il 42% del totale delle iscrizioni riguarda attivita’ create completamente ex novo, mentre la quota restante e’ rappresentata da cambiamenti di forma giuridica, localizzazione, scorpori o nuove acquisizioni.
Per quanto riguarda invece l’identikit del nuovo imprenditore, nella maggior parte dei casi si tratta di un uomo, diplomato, fra i 35 ed i 50 anni, spinto dal desiderio di realizzazione personale e dalla ricerca del successo.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.