Allarme economia russa, ex ministro finanze: si taglino le pensioni
MILANO (WSI) – La situazione economica della Russia, com’è noto, è molto difficile. A dirlo è anche l’ex ministro delle finanze russo Alexei Kudrin, che ha ricoperto l’incarico tra il 2000 e il 2001. Entro i prossimi anni la Russia, che sta esaurendo i fondi di riserva, potrebbe vedersi costretta ad alzare le tasse. Così Kudrin:
“La cosa principale sarebbe il cambiamento della struttura economica: ciò che vediamo è che la crescita potenziale è piuttosto bassa”.
Tra i problemi elencati da Kubrin alla Moscow Exchange conference di Londra compaiono: le difficoltà di pagamento dell’assistenza sociale e delle pensioni, che secondo l’ex ministro andrebbero tagliate; la necessità di promuovere investimenti in infrastrutture e quella di dare autonomia di budget alle regioni. Tutte riforme difficili da implementare nel contesto della crisi geopolitica che la Russia sta attualmente attraversando.
Fra le grandi economie globali quella russa sta facendo i conti con una combinazione letale di bassa crescita (-3,8% la previsione 2015), inflazione al 15% e tassi d’interesse a doppia cifra che rendono il credito alle aziende assai costoso.
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.