Venezuela, elezioni: sconfitto Maduro. Finisce il chavismo
CARACAS (WSI) – Dopo 16 anni arriva la prima grande disfatta del partito Socialista Unificato del Venezuela e la fine del chavismo. Il presidente Nicolas Maduro è stato pesantemente sconfitto alle elezioni legislative vinte dalla coalizione dell’Unità nazionale, il Mud che ha conquistato 99 seggi su 167 dell’Assemblea nazionale.
Solo 46 invece i seggi ottenuto dal partito socialista-bolivariano dello scomparso Hugo Chavez e guidato dal suo delfino, Nicolas Maduro. In un discorso televisivo, l’erede di Chavez parlando alla popolazione ha riconosciuto la disfatta.
“Col nostro senso della morale, con la nostra etica, siamo venuti qui per riconoscere dei risultati avversi, per accettarli e per dire al Venezuela che la costituzione e la democrazia hanno trionfato”.
I dati sull’affluenza parlano del 74,25% degli aventi diritto che si sono recati alle urne.
Breaking news
Le borse cinesi aprono la settimana in negativo, seguendo il trend delle altre piazze asiatiche, dopo le tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e i dati sul mercato del lavoro USA che influenzano i tassi di interesse. L’indice Hang Seng di Hong Kong perde l’1,22%, mentre Shanghai e Shenzhen registrano cali ancora più significativi.
NVIDIA ha annunciato una partnership pluriennale con SK hynix volta a promuovere memorie di nuova generazione per infrastrutture globali di intelligenza artificiale. L’accordo mira ad accelerare la progettazione e produzione di semiconduttori, sostenendo la crescita delle fabbriche di IA e l’espansione delle infrastrutture IA in tutto il mondo.
La Borsa di Tokyo e quella di Seul hanno subito significative perdite all’inizio della settimana a causa delle tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e delle prese di profitto nel settore tecnologico e AI. L’indice Nikkei ha chiuso in calo del 3,85%, mentre il Kospi di Seul è sceso dell’8,29%.
Le tensioni tra Iran e Israele hanno portato a un aumento significativo del prezzo del petrolio, mettendo a rischio un fragile cessate il fuoco in Medio Oriente. I colloqui di pace sono in stallo, mentre le azioni militari continuano a intensificarsi.