Facebook: governi chiedono sempre più spesso dati utenti
MENLO PARK (WSI) – Facebook è il “luogo” più richiesto per avere informazioni sugli utenti negli Stati Uniti, a seguire India e Regno Unito. Italia sesta. A renderlo noto un rapporto redatto dal gruppo di Menlo Park, il Global Governmente Requestes Report relativo al primo semestre dell’anno in corso.
Istituito per la prima volta nel 2013 in seguito al “datagate”, lo scandalo in seguito alle rivelazioni pubbliche, da parte della ‘talpa’ Edward Snowden, dei programmi segreti di spionaggio condotti dall’intelligence americana, dal report emerge che sono 17.577 le volte in cui gli Usa hanno chiesto informazioni al social network più famoso del mondo.
In aumento rispetto alle 15.433 volte e dai 23.667 account dello stesso periodo del 2014. L’Italia si colloca al sesto posto della classifica mentre Francia e Germania rispettivamente al quarto e quinto posto. Il nostro paese in particolare ha richiesto 1.816 volte dati su 2.994 account o utenti.
Breaking news
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 13.000 unità nella settimana conclusa il 30 maggio, raggiungendo un totale di 225.000, superando le previsioni di 215.000. Il dato precedente è stato rivisto al ribasso da 215.000 a 212.000. Il numero totale di beneficiari è diminuito di 8.000, attestandosi a 1.777.000 nella settimana terminata il 23 maggio.
Fincantieri, attraverso la controllata WASS Submarine Systems, ha firmato un Memorandum of Understanding con Magellan Aerospace Corporation per valutare nuove opportunità di cooperazione industriale nel settore della difesa subacquea in Canada. L’intesa, siglata in occasione di CANSEC 2026 a Ottawa, punta a rafforzare le capacità canadesi nel comparto underwater, con particolare attenzione ai siluri pesanti […]
Le Borse cinesi chiudono in negativo a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’instabilità in Medio Oriente. L’indice Hang Seng e l’indice composito di Shanghai registrano perdite significative. L’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi, colpendo anche la Cina.
La Borsa di Tokyo chiude in calo, influenzata dalle tensioni geopolitiche tra Iran e Usa e dagli attacchi in Kuwait. L’indice Nikkei scende dell’1,36%, mentre il Topix cala dell’1,11%. Softbank registra un forte ribasso a causa delle recenti dinamiche di mercato.