ORO: L'IMPATTO DELLE MOSSE DELLE BANCHE CENTRALI
Gold on Tuesday was inching its way back to the $1,200 an ounce, a level it hasn’t strayed too far from for the better part of three months. A new research note by anlyst Simona Gambarini of Capital Economics suggests official sector buying can take much of the credit for establishing something of a price floor for the metal this year.
During the first quarter this year, the World Gold Council estimates that 120 tonnes of gold were added to global central bank reserves. Central banks have upped their share of overall gold demand from around 2% in 2010 to as much as 14% last year and in 2013. Just to up gold as a share of forex reserves to 5% central banks in emerging economies need to buy 8,000 tonnes
Gambarini expects this trend to strengthen adding that “any emerging market central bank looking to reduce exposure to the dollar still has few credible alternatives to gold”.
Breaking news
Apertura positiva a Wall Street. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,13% a 50.721,51 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,20% a 26.971,55 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,19% a 7.578,10 punti.
A maggio 2026, l’inflazione in Germania registra una sorprendente flessione. I dati preliminari di Destatis mostrano una diminuzione mensile dello 0,2%, contrariamente alle aspettative di un leggero aumento. Su base annua, i prezzi al consumo crescono del 2,6%, al di sotto delle previsioni. L’inflazione armonizzata e quella di fondo mostrano variazioni simili. Il rallentamento dei prezzi energetici contribuisce al quadro generale. I dati definitivi saranno disponibili il 12 giugno 2026.
Fincantieri, attraverso la controllata norvegese VARD, ha siglato un nuovo contratto con l’organizzazione di ricerca statunitense Inkfish per la progettazione e costruzione di una nave da ricerca oceanografica di nuova generazione destinata alle acque profonde
L’Istat ha diffuso le stime preliminari per maggio 2026, evidenziando un’accelerazione dell’inflazione in Italia. L’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,2% su base annua. L’incremento è influenzato principalmente dai prezzi energetici e dei servizi relativi ai trasporti e alla cura della persona.