USCITE SUBITO DA QUESTO SETTORE: CROLLO UTILI -24%
UBP: Mercati Emergenti, aumenta la divergenza (e la volatilità valutaria)
A cura di Khaled Louhichi, Senior Analyst Emerging Markets di Union Bancaire Privée – UBP.
Da inizio anno l’MSCI Emerging Markets ha avuto una performance del 9,5% in dollari americani. La performance relativa rispetto ai mercati sviluppati è passata in territorio positivo al 2,5% in dollari USA. Per quanto concerne le performance regionali, sempre da inizio anno, l’America Latina è la regione che ha avuto la performance peggiore (+0,7%), seguita dall’Asia (+11,1%), mentre l’area dell’EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) ha avuto la performance migliore (+12,2%). Da un punto di vista settoriale, nei Mercati Emergenti la miglior performance è stata registrata dal comparto energetico (+7,5%), seguito dall’healthcare (+3%), mentre le utilities rimangono il settore con la performance peggiore (-5,6%) in dollari USA.
Per quanto riguarda le valutazioni, i Mercati Emergenti incominciano a essere meno allettanti su base assoluta. I ROE continuano a deteriorarsi, fatta eccezione per l’area asiatica. Crediamo che tali sconti siano in parte giustificati dalle continue contrazioni dei ritorni sull’equity e dei margini, che abbiamo visto da metà 2010.
Le paure maggiori per i Mercati Emergenti riguardano il continuo aumento dei costi (l’inflazione salariale) e le riduzioni dei margini, così come la vulnerabilità macroeconomica, in particolar modo per quei Paesi che hanno un disavanzo delle partite correnti. Tuttavia, non vediamo nessun catalizzatore che possa invertire tale trend nel breve termine.
In termini di notizie macro, la continua volatilità e la debolezza dei dati cinesi, insieme alle continue tensioni nel Medio Oriente e in Ucraina si vanno ad aggiungere a un sentiment negativo sui Mercati Emergenti in generale. Nonostante ciò, le ultime azioni del Governo cinese hanno dato un po’ di speranza, e continuiamo a vedere un rally importante nell’azionario locale. Ciò può in parte essere spiegato da fattori tecnici come il programma di connessione Shenzen-Hong Kong e i relativi flussi, e fondamentalmente dall’obiettivo di liberalizzare il settore finanziario nei prossimi anni.
Le recenti correzioni dei prezzi delle materie prime e del greggio, insieme alla forza del dollaro, tuttavia, continueranno ad avere effetti negativi sui Mercati Emergenti. Non c’è ombra di dubbio che, all’interno del settore energetico, il recupero dei prezzi di aprile è stato di breve durata. Il settore dovrebbe calare questo mese e fare peggio del mercato globale. Il marginale lordo operativo (EBITDA) nel primo trimestre del 2015 è calato del 40% per le società petrolifere americane e canadesi, e rispettivamente del 30% e del 20% per le società europee e asiatiche. L’EPS forward a 12 mesi potrebbe crollare di oltre il 24% nel 2015. Rimaniamo sottopesati sul settore.
Crediamo che la divergenza tra Mercati Emergenti aumenterà, in quanto i vari Paesi non hanno la stessa sensibilità verso tali trend (per esempio, Russia e Brasile rispetto a India e Turchia). Inoltre, a nostro avviso i listini azionari continueranno a premiare quei mercati dove i Governi sono in grado di implementare delle riforme importanti (Cina, India, Indonesia, Turchia e le Filippine). Visti gli importanti interventi delle Banche centrali, la volatilità delle valute continuerà ad essere un tema importante nel prossimo futuro.
Breaking news
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.
Poste Italiane ha registrato ricavi record di 6,8 miliardi di euro nel primo semestre 2026, grazie a una crescita in tutte le aree di business. L’utile netto è aumentato del 4%, mentre la raccolta netta nei prodotti di investimento ha raggiunto 2,7 miliardi di euro. La strategia aziendale è stata ulteriormente rafforzata con un nuovo accordo per la distribuzione del risparmio postale e un focus sull’intelligenza artificiale.