BANCHE ITALIANE, REPORT NOMURA. LA MID CAP PREFERITA È QUESTA
Gli analisti di Nomura hanno aggiornato le loro stime sulle banche italiane, focalizzandosi soprattutto sui margini di interesse inferiori al previsto, anche se parzialmente compensati da commissioni più elevate. Prezzi obiettivo e rating uguali per le popolari: confermata la valutazione “buy” di Ubi Banca con un prezzo obiettivo a 7,20 euro. La stima di utile per azione 2015 è stata tagliata da 0,51 a 0,48 euro, ma quella del 2016 è ferma 0,65 euro. Ubi Banca è attualmente scambiata a 0,8 volte il nav 2015 rispetto a un rote 2017 dell’8% “e resta la nostra banca mid-cap preferita in Italia”.
Riguardo ad altri istituti, su Mediobanca target price alzato da 7,5 a 8 euro grazie a margini e volumi migliori del previsto nel primo trimestre, ma la raccomandazione rimane neutral. L’eps 2015 alzato da 0,55 a 0,72 euro e quello relativo al 2016 da 0,64 a 0,71 euro.
Su Intesa SanPaolo Nomura ha rivisto al rialzo le attese sugli utili (eps 2015 da 0,17 a 0,19 euro e 2016 da 0,22 a 0,24 euro), il target price da 2,50 a 2,60 euro e le prospettive di dividendo (0,12 euro sul bilancio 2015, 0,16 euro sul bilancio 2016 e 0,20 euro sul bilancio 2017); anche in questo caso il rating rimane neutral. Le prospettive per Unicredit rimangono invariate.
Nel report successivo alla pubblicazione delle trimestrali, Nomura scrive: “Crediamo che le aspettative sulla crescita dei prestiti possano anche migliorare”. Ancora: “come risultato della crescita dei prestiti, le banche italiane hanno mostrato rwa superiori al previsto: +3% trimestre su trimestre in media. Tuttavia, questo è stato parzialmente compensato da un maggior patrimonio netto a seguito del miglioramento delle attività finanziarie disponibili per la vendita”. E’ vero secondo il broker che l’effetto del calendario e dei minori rendimenti ha portato le banche italiane a registrare nel primo trimestre un margine di interesse più basso, con l’unica eccezione che è stata Mediobanca. Tuttavia, la maggior parte delle banche italiane ha detto di aspettarsi un net interest income stabile o addirittura in miglioramento per il resto dell’anno. Un più basso costo del funding sarebbe un fattore chiave per sostenere questo trend, secondo la banca giapponese.
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Le Borse cinesi chiudono in negativo a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’instabilità in Medio Oriente. L’indice Hang Seng e l’indice composito di Shanghai registrano perdite significative. L’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi, colpendo anche la Cina.