11:15 venerdì 30 Ottobre 2015

Tegola per Renzi: Marino indagato per peculato ma resta

ROMA (WSI) – Il sindaco di Roma non ha alcuna intenzione di lasciare il suo incarico, nonostante sia indagato per peculato. Ignazio Marino rischia così di fare infuriare il suo partito, il PD, che con Renzi a fare da capofila aveva lanciato l’appello per le dimissioni.

In seguito allo scoppio dello scandalo sulle presunte spese private rimborsate dal Comune, lo scorso 12 ottobre Marino aveva formalizzato le dimissioni tra le polemiche. Ieri la revoca.

L’avvocato del chirurgo, Enzo Musco, ha confermato le indiscrezioni stampa di questa mattina che riferivano di un’indagine in corso contro Marino, che è accusato di peculato in relazione all’utilizzo della carta di credito, assegnatagli dall’amministrazione comunale, per le cene di rappresentanza o istituzionali.

Dopo l’annuncio, con una stringata nota dell’ufficio stampa del Campidoglio, Marino ha detto davanti alle telecamere di volere un confronto pubblico con la maggioranza in consiglio comunale, e in particolare col Pd, il suo partito, che conta 19 consiglieri.

“Sono pronto a confrontarmi con la maggioranza. Illustrerò quanto fatto, le cose positive, la visione per il futuro ma quello è il luogo della democrazia. Questa sera parlerò con la presidente [del consiglio comunale Valeria] Baglio e illustrerò, oltre a consegnarle la lettera, la mia intenzione di avere una discussione aperta, franca e trasparente nell’aula Giulio Cesare”, ha detto Marino.

Il Pd però avrebbe voluto che il sindaco della capitale confermasse le dimissioni. Fonti interne al partito dicono a Reuters che i consiglieri comunali democratici sarebbero infatti pronti a dare le dimissioni, dopo che Marino ha ritirato le proprie, portando così ugualmente allo scioglimento del consiglio, al suo commissariamento e alle successive elezioni nella prossima primavera.

(DaC)

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