Vaticano, Conclave mai così aperto: ma Scola parte favorito

11 marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – In uno dei suoi momenti piu’ critici, la Chiesa si appresta a eleggere la sua nuova guida spirituale in quello che sara’ anche il primo Conclave nell’era dei social network. E anche piu’ lungo del 2005.

“Sarà più lungo di quello dell’ultima volta, alcuni giorni. Perchè ci sono diversi candidati giovani e dobbiamo esplorare bene le possibilità”, ha spiegato il cardinale Wilfrid Fox Napier, arcivescovo di Durban (Sudafrica), intrattenendosi con i giornalisti a conclusione dell’ultima congregazione generale che si è svolta questa mattina. Il Conclave durerà quattro-cinque giorni? “Non lo so, questo non posso dirlo”. Entro domenica? “Spero di sì, comunque ne abbiamo bisogno per Pasqua”.

L’ultima congregazione “è stata molto molto importante, abbiamo delineato le caratteristiche del nuovo Papa: buon pastore e buon amministratore“, ha detto Fox Napier. “Ora penso che siamo pronti a entrare in Conclave”. Avete deciso chi è il nuovo papa? “Non ancora, ripenseremo a ciò che abbiamo discusso in questi giorni”.

Il prossimo Papa, ad ogni modo, “deve essere uno giovane, che sappia rispondere alle esigenze e necessità della Chiesa di questo tempo”. Il porporato africano ha sottolineato: “abbiamo bisogno di sette votazioni prima di prendere un ‘break’ se non c’è una decisione entro questa votazione”. Ad ogni modo, “la personalità è molto più importante dell’origine”. Un papa africano? “Sarebbe bello, ma non so se i tempi sono maturi”.

La prima fumata arrivera’ per le 20 di martedi’, ma difficlmente sara’ bianca, recando un esito positivo. Non c’e’ infatti nessun chiaro favorito e sebbene i porporati siano d’accordo nel voler scegliere un “buon pastore e buon amministratore” sono ancora troppe le divergenze interne.

Le due correnti principali sono quella italiana e sudamericana. Il favorito sembra l’arcivescovo di Milano Angelo Scola, ma il brasiliano Odilo Pedro Scherer, il ghanese Peter Turkson e il canadese Marc Ouellet lo tallonano a distanza ravvicinata.

Ouellet e’ il capofila del gruppo di cardinali eletti da Giovanni Paolo II, essendo il piu’ rispettato. Tuttavia all’interno di quella corrente gli scommettitori danno favorito l’africano Turkson, evidentemente puntando sull’elezione del primo papa nero. Scherer, docente e formatore orginario di San Paolo, e’ invece il piu’ papabile tra i porporati sudamericani. Angelo Scola, 71 anni, ciellino, e’ il piu’ quotato degli italiani, davanti a Tarcisio Bertone.
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Secondo le previsioni dei bookmaker, il Conclave (il cui inizio il 12 marzo, bancato a 1.60, era stato ampiamente previsto in lavagna) durerà uno o due giorni e queste ipotesi si giocano entrambe a 2.75 mentre sarà necessaria solo una votazione ( anche questa probabilità è quotata a 2.75) prima di assistere alla fumata bianca. Nelle ultime ore, inoltre, i bookmaker in lavagna stanno provando ad “anticipare” la decisione dei 115 cardinali. Dietro a Scola, dato a 3.25, si piazzano il cardinale ghanese Turkson a 4.50 e il cardinale italiano Tarcisio Bertone a 5.00. Scherer e’ dato a 6.00, Ouellet a 10. Piu’ indietro Gianfranco Ravasi a 11.

Ma il buonsenso e le voci di palazzo fanno propondere la scelta su Houellet e Scherer, piuttosto che il conservatore Bertone – che non risponde assolutamente alla descrizione fatta da Fox Napier – o Turkson, che pur essendo tra i piu’ giovani e un “buon pastore”, tra i cardinali dell’era Wojtyla appare per una questione di credenziali e ‘leverage’ meno papabile di Houellet.

Per quel che riguarda il nome del nuovo Papa della Chiesa cattolica, in queste ultime ore l’ipotesi Leone a quota 3.00 ha raggiunto in vetta alla classifica dei bookmaker il nome Pietro.

Le scommesse sul Papa hanno attirato l’interesse di mezzo pianeta. William Hill, il maggiore bookmaker inglese, ha infatti raccolto scommesse sull’elezione in 50 Paesi, e a questo punto stima un volume di gioco superiore al mezzo milione di sterline (circa 600 mila euro). William Hill ha aperto anche le giocate sulla data della fumata bianca: un solo scrutinio si gioca a 9,00, a 7,50 due, si scende a 4,00 sia per le tre che per le quattro sedute. Ma l’ipotesi più probabile è che ne servano otto o più, si gioca a 3,75.

A chiunque spettera’, il compito sara’ estremamente gravoso e pieno di insidie. Il nuovo papa si trovera’ in mano un malloppo di 300 pagine di dossier – stilato da tre cardinali, gli unici insieme al Papa uscente Ratzinger a conoscerne il contenuto – sugli ultimi scandali dal caso Vatileaks a quello della lobby gay.

Il nuovo Pontefice, oltre a dover gestire la presenza ingombrante del “papa bianco” Benedetto XVI, sara’ chiamato a isolare le “mele marce” dello scandalo sugli episodi di pedifolia, fare un’operazione di trasparenza e riformare lo Ior. Senza contare poi l’auspicabile opera di “modernizzazione” di cui la Chiesa, nell’era di Internet e globalizzazione, ha immediato bisogno. Aprire un account Twitter non basta.

Per quanto riguarda l’Istituto per le Opere di Religione, creato nella sua forma attuale di societa’ privata di credito a scopo di lucro nel 1942 da papa Pio XII, l’obiettivo e’ quello di porre un termine a un secolo di segretezza sull’utilizzo e sulla provenienza dei fondi della banca, accusata in passato anche di riciclaggio di denaro di Cosa Nostra. Il momento e’ quanto mai delicato: l’Unione Europea sta esercitando pressioni perche’ l’istituto risponda alle regole ordinarie di tutti i paesi e microstati in cui circolano euro.

Nell’ultima congregazione generale a Roma per il Conclave, il cardinale Tarcisio Bertone, ex Segretario di Stato e Camerlengo di Santa romana Chiesa, ha svolto oggi “una breve relazione sullo Ior” in qualità di presidente della commissione cardinalizia di sorveglianza dell’Istituto per le opere di religione. La relazione, come riferito dal portavoce Roberto Lombardi, e’ stata “concisa”. Affrontato anche il tema dei “controlli internazionale” e di “Moneyval”, l’ente anti-riciclaggio del Consiglio d’Europa.

Il primo che tento’ di rinnovare l’istituto, al momento guidato da Ernst von Freyberg dopo la cacciata dell’italiano Ettore Gotti Tedeschi, fu Giovanni Paolo I, che pero’ in soli 33 giorni di Pontificato non ebbe il tempo di portare a compimento il suo progetto. Anzi, iniziarano a circolare voci e teorie del complotto circa le cause della sua morte improvvisa.

Alcuni mesi dopo iniziarono a circolare alcune ipotesi alternative su cosa effettivamente fosse accaduto la notte del 28 settembre. A fare scalpore fu soprattutto la teoria sviluppata dal giornalista investigativo britannico David Yallop sei anni dopo, nel best seller “In nome di Dio“, in cui l’autore ipotizza un omicidio a sfondo politico ad opera di alcuni cardinali che si opponevano agli interventi di riforma programmati da Papa Luciani (in particolare quella dello Ior, allora gestito da Paul Marcinkus) e all’apertura verso la contraccezione.

Tra gli scandali in cui e’ stato coinvolta la banca del Vaticano, spiccano anche il cosiddetto “affare Sindona” e il crac del Banco Ambrosiano.

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