S&P: upgrade rating Italia

28 ottobre 2017, di Francesco Melillo

S&P alza il rating per l’Italia: si passa da BBB-/A- a BBB/A-2

Outlook Stabile.

L’agenzia di rating più temuta dall’Italia, S&P, completa il trittico di valutazioni del 2017 con un upgrade che, se vogliamo, non eccessivamente sorprendente visti i passi in avanti del Bel Paese. E’ quello che serviva per i mercati!

Ricordiamo che S&P era stata una delle prime agenzie ad avviare il vortice negativo del rating italiano, la più severa. Da 15 anni S&P non concedeva un upgrade all’Italia.

Il risultato ottenuto dall’Italia dopo anni di sacrifici è indiscutibilmente notevole.

Infatti, tra le motivazioni addotte da S&P, troviamo il miglioramento delle prospettive di crescita. Questo risultato grazie principalmente ad un aumento degli investimenti (anche stranieri) e da una crescita dell’occupazione grazie alle riforme nell’ambito del mercato del lavoro perseguite dal Governo. Non secondario il contributo giunto dalle politiche espansive della BCE che da anni ha contribuito indirettamente al contenimento del debito pubblico che altrimenti avrebbe deragliato. In ogni caso il debito resta su livelli elevati. Gli interventi da parte del Governo di evitare l’esplosione delle crisi bancarie a causa degli NPL, è un altro elemento di forza dell’azione di ripresa.

Non mancano i cenni alle criticità legate alle prossime elezioni politiche che potrebbero introdurre elementi di instabilità. Da evitare!

La revisione nasce da una rivisitazione del PIL dal precedente +0,9% al +1,4% che consentirebbe di portare il rapporto deficit/PIL al 2,1%.

Il lavoro da fare resta ancora tanto, molto meno rigida di Moody’s che si era mantenuta guardinga ritenendo la ripresa troppo flebile mantenendo l’outlook negativo, meno preoccupata di Fitch che mostrava perplessità sul debito elevato.

Ancora una volta emergono chiari i richiami da parte di S&P alle forze politiche, causa di molti mali del Paese.

L’occasione fornita da S&P dal punto di vista dei mercati, dovrebbe impattare direttamente i prezzi dei titoli di debito, in particolare quello pubblico che dovrebbe incrementare il prezzo dei BTP ed altri titoli di debito, riducendo il gap dello spread rispetto al bund, allontanando le distanze dal Portogallo con spread in recupero e riducendo ulteriormente i rendimenti. Ci si chiede se questo upgrade non sia già scontato dai corsi della settimana, visto che ieri c’è stato un balzo importante in occasione del QE prolungato di Draghi.

S&P traccia anche l’obiettivo, qualora non fosse chiaro a tutti, del debito pubblico che come ha iniziato minimamente a ridursi, deve rientrare entro livelli  controllati.

Per approfondimenti, visitate il blog dell’autore: Buy Market – Finanza

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