Pressione fiscale: Italia sesta in area OCSE. Maglia nera alla Francia

6 dicembre 2018, di Alessandra Caparello

Pressione fiscale in leggero calo in Italia ma il Paese rimane in sesta posizione nella classifica sulle nazioni che pagano più tasse al mondo. Così emerge dal rapporto dell’Ocse sui trend fiscali 1965-2017, che vede la tassazione complessiva dell’Italia scendere nel 2017 al 42,4% del Pil dal 42,6% del 2016.

L’istituto guidato da Angel Gurrìa sottolinea che la struttura fiscale italiana è caratterizzata da un alto livello di tasse sul reddito, pari al 25,8% sul totale delle entrate nel 2016, contro il 23,8% della media Ocse. In Italia è forte anche il peso dei contributi sociali che tocca il 30,1% contro il 26,2% della media Ocse. Le tasse sulle proprietà immobiliari invece, sempre in Italia ,pesano il 6,6%, contro il 5,7% della media Ocse, mentre le imposte indirette, che l’Ocse calcola come tasse sul valore aggiunto e altre imposte sui consumi, pesano in Italia rispettivamente il 14,4% e il 13,8%, contro il 20,2% e il 12,5% della media Ocse.

L’Italia conquista un triste primato, Messico escluso, per la più alta percentuale di Iva potenzialmente evasa. Nel dettaglio l’Iva potenzialmente raccolta nel 2016 è solo del 38%, ma peggio di noi fa solo il Messico che raccoglie il 33% mentre il Paese Ocse è  la Nuova Zelanda al 95%.

Nella classifica dei paesi Ocse con la più alta pressione fiscale troviamo al primo posto la Francia (46,2%), seguita da Danimarca (46%), Belgio (44,6%), Svezia (44%), Finlandia (43,3%) e Austria (41,8%). In totale i 35 Paesi Ocse registrano una tassazione media in crescita del 34,2%, contro il 34% del 2016.

 

 

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