Pensioni, stangata Ape: costo minimo di 150 euro

21 aprile 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Mentre nei giorni scorsi il premier Paolo Gentiloni ha firmato il decreto attuativo per l’Ape social, arrivano le prime indiscrezioni per quanto riguarda l’Ape volontaria, l’anticipo pensionistico che dovrebbe debuttare il 1 maggio e che funziona come una sorta di prestito da chiedere alle banche e come tale ha un costo.

Ma a quanto ammonta tale costo? Secondo quanto rende noto il sito PublicPolicy, il governo starebbe lavorando alla bozza del decreto ministeriale sull’anticipo pensionistico – può accedervi chi ha compiuto 63 anni e matura i requisiti alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi dalla data di richiesta di Ape – fissando un importo minimo della quota di Ape a 150 euro al mese.

Questa sarebbe la quota minima della pensione per chi richiede di uscire dal lavoro anticipatamente, mentre quella massima dipende dal tempo mancante alla maturazione della pensione. Il calcolo, al momento in cui viene presentata la domanda di certificazione del diritto all’Ape (anticipo pensionistico), sarà sulla base dei coefficienti di trasformazione vigenti alla data stessa, relativi all’età posseduta alla stessa data per i soggetti con anzianità contributiva dal 1 gennaio 1996 e relativi all’età di pensionamento di vecchiaia per i soggetti con anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

Come si legge nella bozza del decreto ministeriale che anticipa il sito, il costo per l’Ape volontaria sarà:

“Il 75% se intercorrono non meno di 36 mesi tra la data di presentazione della richiesta di certificazione di Ape e l’età di pensionamento di vecchiaia; l’80% se intercorrono da 24 a meno di 36 mesi; l’85% dell importo se intercorrono da 12 a meno di 24 mesi e il 90% dell importo se intercorrono meno di 12 mesi.In aggiunta al vincolo della quota massima, al momento della domanda di Ape, l’ammontare massimo della quota mensile di anticipo ottenibile deve essere tale da determinare una rata di ammortamento mensile che, sommata ad eventuali rate per finanziamenti bancari con periodo di ammortamento residuo superiore alla durata dell Ape in fase di erogazione, non risulti superiore al 30% dell importo della pensione di vecchiaia. Quest’ultimo importo è determinato al netto di eventuali rate per debiti erariali e di eventuali assegni divorzili e di mantenimento dei figli”.

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