Referendum lombardo veneto: accozzaglia in movimento

21 ottobre 2017, di giovannifalcone

Referendum lombardo veneto: accozzaglia in movimento!

 

Oggi, con la Carta costituzionale più bella del mondo se un imprenditore siciliano vince un appalto pubblico in Lombardia e decide di voler fare un trasporto speciale da Palermo a Milano, deve fare dieci domande ad altrettante Regioni perché ognuna ha regolato il trasporto sul proprio territorio in modo diverso.

Ecco, uno dei nodi che avrebbe voluto chiarire la riforma costituzionale bocciata dall’accozzaglia il 4 dicembre 2016, era proprio quello di dare competenze certe e ben definite agli Enti locali, riducendo significativamente il contenzioso che si è determinato davanti alla Corte costituzionale per effetto delle c.d. “materie a legislazione concorrente”, da tutti definito un guazzabuglio di difficile interpretazione e concreta applicazione.

Domani, 22 ottobre 2017, è stato indetto un Referendum consultivo per il popolo “Lombardo – Veneto” chiamato a esprimere un voto per aumentare l’autonomia di queste due Regioni, soprattutto per quanto attiene l’utilizzo delle risorse prodotte sul territorio, a cominciare da quelle fiscali.

Per quanto non sia un giudizio vincolante per lo Stato centrale, lo statista in auge, attuale Governatore della Regione Lombardia ha tuonato: Anche la Brexit nel Regno Unito è iniziata così!

Dicendo questo sembra voler dire che se il giudizio del popolo sarà favorevole chiederanno l’indipendenza.

A parte il fatto che l’esito della Brexit si sta rivelando per il Regno Unito un autentico disastro economico, vorrei ricordare a questo solone nordico a camicia verdastra che “la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo, adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento  – ex art.5 Costituzione”.

Per concludere, al nostro Paese non serve enfatizzare le diseguaglianze che già abbondano, ma invece serve ridurre una burocrazia impazzita anche per meglio contrastare una corruzione dilagante, una semplificazione dei processi amministrativi, la riduzione dei costi della politica e l’abolizione degli enti inutili.

Ecco, l’accozzaglia e quindi “Forza Italia e la Lega Nord”, prima  osteggiano la riforma di buon senso che l’Italia aspetta da mezzo secolo e poi intraprendono una strada di puro potere a discapito di Regioni più povere.

Se fossi un cittadino residente in Lombardia o in Veneto voterei decisamente NO!

 

 

 

Hai dimenticato la password?