Brexit: accordo sfuma all’ultimo minuto, pesa confine Irlanda

5 dicembre 2017, di Mariangela Tessa

Nonostante gli osservatori scommettessero sul raggiungimento dell’accordo, è terminato con un drammatico nulla di fatto il tanto atteso incontro di ieri tra il presidente dell’esecutivo comunitario Jean-Claude Juncker e la premier britannica Theresa May a Bruxelles. Se ne riparlerà forse a metà dicembre.

Le parti non sono riuscite a trovare una intesa preliminare in vista del divorzio della Gran Bretagna dall’Unione. Anche se si dicono fiduciose di poterla raggiungere prima del summit dell’Unione Europea della settimana prossima. L’ultimo ostacolo è il confine irlandese, dopo che il Regno Unito avrà lasciato la Ue.

Determinante è stato la posizione Arlene Specter, leader del Dup, il partito unionista protestante nord-irlandese, che ha avvertito: “Non accetteremo alcuna forma di divergenza normativa, l’Irlanda del Nord non può avere regole diverse dal resto della Gran Bretagna”. May aveva proposto uno statuto speciale all’Ulster

Una posizione, quella di Specter, che Theresa May non ha potuto non tenere in considerazione, visto che il Dup garantisce al governo di avere i voti necessari per godere di una maggioranza in parlamento.

“Nonostante i nostri migliori sforzi e i progressi significativi fatti negli ultimi giorni non è stato possibile raggiungere un accordo completo oggi”, ha detto il presidente della Commissione, Juncker, aggiungendo che sul tavolo restano “due o tre” questioni ancora aperte che richiedono “ulteriori consultazioni, ulteriore negoziato e ulteriore discussione”.

Sulla stessa linea Theresa May:

“Abbiamo avuto in incontro costruttivo e fatto grandi progressi, ma servono ancora discussioni su un paio di questioni. Anch’io ho fiducia che arriveremo a un accordo prima della fine della settimana”.

Sui mercati la sterlina è nuovamente in difficoltà e perde più di mezzo centesimo nei confronti del dollaro attestandosi in area 1,341 dollari. Ieri aveva toccato picchi al rialzo in area $1,35. I trader dicono che la debolezza della divisa britannica è dovuta all’ennesima fase di stallo dei negoziati sulla Brexit. La premier britannica è in una posizione sempre più vulnerabile dopo che gli unionisti nordirlandesi hanno fatto saltare il suo piano per stabilire un confine ‘soft’ tra le due Irlande.

May voleva garantire un accesso al mercato comune e controlli doganali come avviene in Ue anche alla frontiera tra Eire e Irlanda del Nord. Ma la Repubblica dell’Ulster si è detta contraria e ora il posto dell’inquilina di Downing Street è sempre più in bilico.

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