Brexit: May sopravvive a ribellione interna, sterlina rimbalza

20 giugno 2018, di Daniele Chicca

Sospiro di sollievo per Theresa May: il “voto significativo” sulla Brexit non ci sarà. Il governo è riuscito, seppur con margine risicato, a spuntarla e sconfiggere così l’emendamento ‘Grieve 2′ – dal nome del conservatore “ribelle” che ha portato avanti la mozione – con 319 voti a suo favore e 303 contrari.

La sterlina britannica, che aveva aggiornato i minimi di sette mesi in mattinata, prima del voto cruciale sulla Brexit e sul futuro del Regno Unito, riprende slancio. Quello di oggi era l’ennesimo appuntamento decisivo per il governo britannico nel fitto calendario dei negoziati sulla Brexit che si estenderà fino al 2019 inoltrato.

La vittoria di May si può considerare una vittoria di Pirro, in quanto il partito dei conservatori al potere esce dal voto se possibile ancora più diviso sulla questione. Nello specifico, il Parlamento si è espresso oggi pomeriggio su un emendamento al testo cardine di addio all’UE, dopo che il governo May pare abbia fatto passare una linea di compromesso alla Camera dei Comuni.

Se il testo legislativo principale sulla Brexit del governo non dovesse passare si aprirebbe una crisi politica non indifferente. Un gruppo di parlamentari si rifiuta di cedere e vuole che si tenga un “voto significativo” nel caso in cui Londra non riesca a stringere un’intesa con l’UE. C’è chi vuole ottenere il diritto di parola sull’accordo finale sulla Brexit. L’ex procuratore generale Dominic Grieve, per esempio, è convinto che il parlamento debba aver l’opportunità di esprimersi, se non altro per poter proteggere l’economia britannica.

L’emendamento di Grieve, che poi ha finito per accettare un compromesso, era stato rimandato ai Comuni dalla Camera dei Lord, dopo che la premier Theresa May è stata accusata di aver giocato uno sgambetto a Grieve la scorsa settimana, essendosi rimangiata le sue promesse. Si sapeva che tutto si sarebbe giocato su pochi voti se il gruppo dei conservatori capitanati da Grieve Conservative continuava a insistere sulla propria linea.

Si pensava, tuttavia, che alcuni parlamentari pro-Brexit del campo Labourista avrebbero potuto votare a favore del governo May, giocando un brutto scherzo al loro capo di partito: sarebbe infatti stato un brutto colpo per il leader dell’Opposizione Jeremy Corbyn. Tutta questa incertezza pesava sulla sterlina che nella prima parte della seduta cedeva lo 0,2% a $1,315, il livello più basso da novembre 2017. Ora sul Forex guadagna lo 0,26% sull’euro e lo 0,28% sul dollaro Usa a quota 1,3210 dollari.

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