Bce divisa su prima stretta di Draghi, forse già tra un anno

11 luglio 2018, di Mariangela Tessa

La Banca centrale europea è divisa sui tempi del rialzo dei tassi nel 2019. Secondo fonti sentite da Reuters, alcuni membri del board dell’istituto di Francoforte spingono per un aumento già a luglio, mentre altri escludono una mossa restrittiva fino all’autunno, come aveva peraltro fatto intendere Mario Draghi nell’ultima riunione di politica monetaria.

In occasione dell’ultimo consiglio di politica monetaria, lo scorso mese, la BCE ha fatto riferimento alla prospettiva che i tassi restino ai livelli attuali per lo meno “durante” l’estate del 2019, senza chiarire se questo lasciasse intendere che una qualsiasi decisione possa essere presa nel corso dell’estate o soltanto dopo.

Dichiarazioni che gli investitori hanno considerato come una chiaro messaggio che i tassi non saliranno fino a ottobre o addirittura a dicembre del prossimo anno. Ma i politici che hanno parlato con Reuters hanno dato interpretazioni diverse con alcuni che vedono come data del possibile primo rialzo il prossimo 25 luglio.

Una conferma in tal senso è arrivata oggi anche dal governatore di Banca di Francia e consigliere Bce Francois Villeroy de Galhau, che non ha escluso che la prima stretta sui tassi da parte della Banca centrale europea avverrà al più presto “through the summer” dell’anno prossimo se le condizioni di inflazione rendessero necessaria una tale mossa.

“Gli acquisti netti di asset dovrebbero terminare a fine anno; il primo rialzo dei tassi potrà avvenire al più presto durante l’estate dell’anno prossimo a seconda delle prospettive di inflazione” ha detto durante una conferenza finanziaria nella capitale francese.

I tassi impliciti europei proiettano al momento una prima stretta intorno a fine del 2019. La notizia di una possibile stretta prima delle attese ha dato una sferzata all’euro, che viaggia poco sopra quota 1,17 sul dollaro.

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