Alert BCE: rialzo euro dannoso, cautela per l’uscita dai tassi bassi

18 agosto 2017, di Alessandra Caparello

FRANCOFORTE (WSI) – Oltre quattromila miliardi di titoli nella pancia della BCE a causa dei tassi bassi non sono niente in confronto ai timori  per un eccessivo rialzo dell’euro. Questo emerge dai verbali della riunione del 20 luglio scorso a Francoforte della banca centrale europea da cui esce fuori la decisione di evitare reazioni incontrollate come avvenne quando la Fed annunciò nel 2013 un possibile avvio del tapering.

Sono stati espressi timori su possibili reazioni eccessive del processo di repricing sui mercati finanziari, in particolare per quanto concerne il mercato dei cambi, dunque anche l’euro.

In occasione dell’ultima riunione del Consiglio i governatori della Bce hanno concordato nel ritenere importante mantenere una guida stabile della politica monetaria ritenendo di importanza “fondamentale” evitare di mandare segnali che potrebbero essere mal interpretati o esagerati.

La cosiddetta “forward guidance” – le modalità per l’uscita dal piano di acquisto titoli e dai tassi zero – potrebbe mutare.

Il problema principale rimane l’inflazione e i governatori vedono la necessità di continuare a garantire “un progresso convincente” su questo fronte prima di pensare a un cambio significativo di rotta. Al tempo stesso, i governatori ritengono che le attuali condizioni di finanziamento ultra-favorevoli non possono essere date per scontate. Da qui il monito ai mercati a rimanere vigili perché la politica della Banca guidata da Mario Draghi rimane dipendente dall’andamento dei dati macro.

 

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