World Economic Forum boccia l’Italia, maglia nera per sprechi

9 Settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Ancora un record negativo per l’Italia, che resta fanalino di coda tra i Paesi avanzati, per la crescita e lo sviluppo inclusivi. E’ quanto emerge dal report dal titolo “Inclusive Growth and Development Report 2015′ reso noto durante il World Economic Forum, che mette sono la lente 30 nazioni più industrializzate e le esamina in 7 macro settori (istruzione, occupazione e retribuzioni, capacità di fare impresa, intermediazione finanziaria, corruzione, servizi e infrastrutture di base, trasferimenti fiscali).

Il giudizio finale sull’Italia è impietoso: preoccupano soprattutto l’alto livello di corruzione e la scarsa etica della politica e del business, che inevitabilmente hanno implicazioni per molte altre aree.

In generale, i ‘voti’ della pagella italiana sono ‘ampiamente sotto la media’ se paragonati agli altri 29 Paesi avanzati. Solo la Grecia fa peggio.

La situazione appare particolarmente critica per l’occupazione. Il tasso di disoccupazione è più alto della media soprattutto tra i giovani mentre la partecipazione delle donne alla forza-lavoro è molto bassa, con un divario salariale molto forte, tra i più alti nei Paesi avanzati. Tale situazione è alimentata dalla scarsa creazione di nuove imprese su sui a sua volta pesa la difficoltà di ottenere i finanziamenti per farlo.

Non va meglio per l’etica della politica e del business l’Italia è al 29esimo posto, con un punteggio di 2,96. Stride il confronto con la Finlandia incassa 6,3 (i paesi nordici sono in generale sopra al 6).

Insufficienza netta anche nell’imprenditorialità (29esimo posto con un punteggio di 3,53). Ultimo posto per le infrastrutture di base e digitali. Penultimo per l’inclusione del sistema finanziario e per l’occupazione produttiva, mentre c’e’ un sorprendente ottavo posto per le retribuzioni.

L’Italia non brilla neanche per la qualità dell’istruzione: è 26esimo posto, sostenuta dall’accesso alla scolarità (15esima posizione), ma trainata verso il basso dalla qualità (28esima).

La situazione non migliora quando si passa ad analizzare l’efficacia del Governo nella riduzione della povertà e delle disparità: il voto è 2,51 su 7 che assegna all’Italia un penultimo posto. Maglia nera per spreco di denaro pubblica con un punteggio di 1,87.

In generale, il Wef sottolinea che per tutti i Paesi c’è ampio margine di miglioramento, ma al tempo stesso evidenzia che i Paesi più inclusivi sono anche quelli più competitivi. E l’Italia, quanto a competitività totale, resta saldamente fanalino di cosa, con un 27esimo posto.

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(mt)