WARREN BUFFETT: L’HIGH-TECH NON MI INTERESSA

1 Maggio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Warren Buffett, il leggendario guru americano degli investimenti, continua a non credere nei titoli dell’high-tech.

Lo ha detto lui stesso nello scorso week-end, durante la riunione annuale che tiene con gli azionisti e i media nella sede della sua societa’ di investimenti, la Berkshire Hathaway, a Omaha (Nebraska).

“Non vediamo nessun legame tra le aziende che avranno un impatto sulla societa’ e quelle che costituiscono gli investimenti migliori”, ha detto Buffett domenica in un discorso durato tre ore. “Un vantaggio competitivo nel lungo termine e’ un parametro di investimento piu’ valido di qualsiasi altra considerazione”.

Buffett, per molti anni considerato guru infallibile sugli investimenti di lungo periodo, era finito sotto i riflettori l’anno scorso per aver perduto l’occasione di sfruttare la crescita del Nasdaq (oltre l’82%), ovvero il settore dell’high-tech. Anzi: nel 1999 i titoli Hathaway hanno perso ben il 20%. Dopo aver toccato un massimo di $81.100, hanno chiuso l’anno a $59.300.

Ora pero’ il valore delle azioni di Buffett e’ tornato a crescere. E molti azionisti presenti alla riunione del fine-settimana (circa due terzi rispetto a qualli hce hanno partecipato l’anno scorso) sono ritornati fiduciosi.

Ma nonostante molti spingessero Buffett a ibvestire almeno il 10% nell’high-tech, il guru si e’ limitato a ripetere il suo classico mantra: “non compreremo mai un titolo che non siamo sicuri di capire”.

E cioe’: siccome non e’ possibile per ora individuare parametri sufficienti per prevedere l’andamento di un’azienda high-tech nel lungo termine (10 anni), e’ meglio non investirci.

Altri punti di saggezza finanziaria pronunciati da Buffett durante il week-end:

– e’ tempo di vendere titoli azionari e investire di piu’ nel mercato immobiliare, o nell’acquisto di vere e proprie quote di partecipazione in aziende.

– i premi sempre piu’ cospicui conferiti ai manager americani in termini di opzioni sulle azioni rischiano di erodere sempre di piu’ il ritorno per gli azionisti e il clima di fiducia del mercato.