WALL STREET: MANCANO GLI SPUNTI PER UN RIALZO

29 Maggio 2008, di Redazione Wall Street Italia

Avvio di seduta poco distante dalla parita’ per gli indici americani (controlla la performance in tempo reale). Non e’ emersa alcuna sorpresa dal rilascio dei dati macro avvenuto nel preborsa. Sia l’aggiornamento sul Pil
che quello sul mercato del lavoro hanno infatti sostanzialmente rispettato le attese. Il dato rivisto sul Prodotto Interno Lordo ha mostrato una crescita allo 0.9% dallo 0.6% della lettura preliminare, le richieste di sussidio sono cresciute a 372 mila unita’.

Particolare attenzione verra’ riposta ora sui numeri relativi alle scorte di petrolio che potrebbero avere un’importante influenza sulla direzione del greggio. Nelle battute iniziali intanto i futures con scadenza luglio segnano un calo di $1.23 a $129.80 al barile.

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Sul fronte societario, tra le aziende che diffonderanno i risultati trimestrali in giornata si distingue il produttore di computer Dell (DELL). “Riteniamo ci siano le basi per assistere ad una comunicazione favorevole da parte del colosso informatico” ha affermato Peter Dixon, economista di Commerzebank. “Cio’ potrebbe avere un effetto positivo sull’intero comparto tecnologico”.

Nel settore aereo, novita’ nelle trattative di merger tra United Airlines (UAUA) e U.S. Airways (LCC): gli amministratori delegati di entrambe le compagnie si incontreranno per continuare a discutere sulla fattibilita’ dell’operazione. Entrambi i titoli sono in progresso nel preborsa. Nel comparto auto, General Motors (GM) ha annunciato un nuovo taglio dei costi a causa delle deboli vendite di autocarri sul suolo americano. Tra i titoli minerari, riflettori su Rio Tinto: il colosso britannico ha affermato che entro il 2022 la domanda per i propri metalli risultera’ doppia rispetto agli attuali livelli.

Sugli altri mercati, sul valutario, l’euro e’ nuovamente in calo rispetto al dollaro a quota 1.5579. In calo anche l’oro a $897.70 l’oncia (-$7.30). Arretrano i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.06%.

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