WALL STREET GIU’: PEGGIORE SEDUTA DA NOVEMBRE

20 Gennaio 2010, di Redazione Wall Street Italia

La Borsa statunitense subisce i cali piu’ marcati da fine novembre, con le trimestrali, i timori legati alla Cina e il nuovo rafforzamento del dollaro che interrompono cosi’ il momento positivo del mercato dopo il rally di oltre l’1% messo a segno ieri.

Pur chiudendo sopra i minimi di seduta, gli indici accusano cali di almeno un punto percentuale: il Dow Jones ha perso l’1.14% a quota 10602.78, il Nasdaq l’1,26% a 2291.25 punti, mentre l’S&P 500 l’1.06% in area 1138.04.

Tutte le componenti del listino delle blue chip scambiano in rosso, fatta eccezione per Bank of America, che avanza di oltre l’1% nonostante la perdita riportata nell’ultimo trimestre.

I conti di Morgan Stanley hanno deluso le attese, mentre nonostante sia risultata superiore alle stime, la trimestrale di International Business Machines ha gettato dubbi sulla capacita’ del colosso informatico di registrare un incremento dei ricavi.

JP Morgan ha invece fatto meglio delle previsioni e le azioni sono riuscite a chiudere sopra la parita’, dopo aver perso terreno per gran parte della seduta afflitte dai timori legati alle perdite sul credito.

A preoccupare gli operatori sono anche le prospettive che la Cina imponga alle banche di limitare le attivita’ di prestito, nel tentativo di scongiurare un surriscaldamento dell’economia. Nel frattempo e’ cresciuta l’incertezza sullo scenario politico americano, con il mercato che si interroga sui cambiamenti che comportera’ la vittoria in Massachusetts del senatore repubblicano Brown.

Dopo aver riportato una flessione del fatturato per quanto riguarda le attivita’ di consulenza del business, IBM ha accusato un calo di quasi il 3%. Ritraccia anche Morgan Stanley (-1.5%) dopo che, colpiti dal calo dei ricavi provenienti dalle attivita’ di trading, gli utili trimestrali hanno fatto peggio del previsto.

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Nel corso della seduta il settore health-care ha sperperato tutti i guadagni accumulati nella prima parte di mattinata sulla scia della vittoria a sorpresa dei Repubblicani in Massachussets, che rischia di compromettere per sempre il piano di riforma del sistema di assistenza sanitaria. Il benchmark settoriale ha ceduto circa un punto percentuale.

In ambito macro, i prezzi alla produzione sono saliti dello 0.2% in dicembre, quando gli analisti si aspettavano una variazione nulla. Ma a deludere sono soprattutto i nuovi cantieri edili, che il mese scorso hanno fatto peggio delle attese. Per il mercato immobiliare l’anno scorso e’ stato il peggiore dal Dopoguerra.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico in ribasso le quotazioni del greggio. I futures con consegna febbraio lasciano sul campo $1.87 attestandosi a quota $77.62 al barile. Sul valutario, l’euro si indebolisce a $1.4098 nei confronti del dollaro, sui minimi di cinque mesi. In flessione l’oro a $1113.00 l’oncia (-$27.00). Avanzano i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che e’ sceso al 3.6550% dal 3.7070% di ieri.