Previdenza complementare, una scelta quasi obbligata

29 Settembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Articolo di Claudio Civita, consulente finanziario di Roma

Il cambiamento demografico è un fattore fondamentale nell’evoluzione della società, che pone nuove sfide da sempre sinonimo di opportunità. Quello della demografia è un megatrend: se guardiamo ai dati, in Europa occidentale a oggi una persona su cinque ha più di 65 anni, e la percentuale è destinata a salire. In Giappone, ad esempio, oggi una persona su tre è over 65. Per i consulenti questo contesto significa un diverso modo di investire e di cercare opportunità. La popolazione invecchia e questo farà sì che le spese sanitarie sicuramente andranno ad aumentare, mentre per la maggior parte dei cittadini cambieranno le abitudini di consumo. Di conseguenza, il consulente deve cercare investimenti che cavalcano, o addirittura anticipano, le esigenze dei consumatori nei prossimi anni.

LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE, UNA SCELTA QUASI OBBLIGATA

Una tendenza ormai avviata da tempo, specialmente in Italia, è il ricorso alla previdenza complementare. Le riforme del sistema pensionistico, sia quelle adottate in passato sia quelle che presumibilmente verranno implementate in futuro, faranno sì che le pensioni dei lavoratori più giovani saranno sicuramente insufficienti. È quindi evidente che bisogna fare qualcosa, e che la popolazione più giovane è quasi obbligata a cercare strumenti alternativi, per far sì che al momento dell’uscita dal mondo del lavoro si riesca a mantenere un minimo di sostenibilità economica. Su questo fronte esistono numerosi strumenti innovativi che consentono di investire in maniera programmatica, con un’asset allocation variabile e godendo anche di un trattamento fiscale agevolato.

I FONDI PENSIONE, STRUMENTI FLESSIBILI ED EFFICIENTI

Anche quando parliamo di giovani dobbiamo tenere presente il cambiamento demografico: la popolazione invecchia e invecchia sempre meglio, e l’età della morte si allontana sempre più. Per questo chi si affaccia adesso al mondo del lavoro, sia da dipendente che da autonomo, deve entrare nell’ordine di idee che non è possibile accontentarsi della pensione pubblica. L’assegno previdenziale va affiancato da strumenti complementari, e sul mercato esistono prodotti molto efficienti, fondi pensione che permettono di modulare il contributo mensile a seconda delle esigenze del cliente. I fondi pensione diventano dei contenitori all’interno dei quali il titolare, sempre con il supporto del consulente di fiducia, decide le scelte di investimento. In più, diversamente dal passato adesso è anche possibile attingere da questi fondi, in caso di esigenze eccezionali, anche prima del momento di andare in pensione.

PREVIDENZA INTEGRATIVA: A COSA SERVE IL CONSULENTE?

Nella scelta del fondo di previdenza complementare il ruolo del consulente è fondamentale, perché si tratta comunque di un investimento che, tranne nel caso di eventi eccezionali sia positivi che negativi, ha una durata di parecchi anni: si parla in questi casi di “risparmio forzoso”. Il consulente deve essere pronto a comprendere le esigenze del cliente, cercando di immaginare ad esempio quale potrebbe essere il suo excursus lavorativo, e ovviamente deve seguire il fondo pensione, perché si tratta pur sempre di un investimento sui mercati finanziari, modulabile a seconda del loro andamento. La previdenza complementare non è più un investimento scelto da chi vuole togliersi qualche sfizio dopo la pensione, ma per i clienti, giovani e anche meno giovani, è ormai diventato una scelta pressoché obbligata.

GLI AUTONOMI DEVONO FARE ANCORA PIÙ ATTENZIONE

Per gli imprenditori e i liberi professionisti la previdenza integrativa è ancora più importante, perché se il cambiamento demografico dimostra che probabilmente vivremo tutti un po’ più a lungo, in media le pensioni dei liberi professionisti saranno ancora più basse di quelle dei dipendenti. Ciò significa che imprenditori e autonomi devono dedicare a questo investimento importi anche maggiori rispetto a quelli dei lavoratori dipendenti.

COME INVESTIRE PER CAVALCARE I MEGATREND

Il cambiamento demografico, come accennavamo, è solo uno dei megatrend che stanno trasformando il mondo in questi anni, insieme ai mutamenti sociali, ambientali e tecnologici. Vale la pena sottolineare come questi fenomeni stiano avvenendo tutti insieme. Questo significa che in un’ottica di investimento di medio-lungo termine il professionista è obbligato a consigliare al cliente di puntare su questi cambiamenti, che sono irreversibili: tra quelli sui quali le maggiori case d’investimento mondiali stanno investendo ricordiamo le tecnologie medicali e sanitarie, la sostenibilità – con l’introduzione dei criteri Esg – e la sicurezza digitale e non solo.  Fortunatamente oggi ci sono tutti gli strumenti per poter sfruttare le opportunità legate a questi trend, affidandosi a consulenti esperti e a gestori di fondi specializzati, che consentono di cavalcarli nella maniera migliore, senza correre rischi inutili.

 

civita, consulente, private banker

 

 

Questo articolo fa parte di una rubrica di Wall Street Italia dedicata ai consulenti finanziari che vogliono raccontare le loro esperienze e iniziative professionali. Se siete interessati a pubblicare una vostra storia scriveteci a: [email protected]

L’autore è esclusivo responsabile del presente contributo, su cui non è eseguito alcun controllo editoriale da parte di T.Finance. Il presente articolo non può costituire e non deve essere considerato in nessun caso una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento, ne raccomandazioni personalizzate ai sensi del Testo Unico della Finanza.