Liquidità sul conto corrente: un bene o un male?

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Articolo di Fabio Maria Continolo, consulente finanziario di Napoli

Verrebbe naturale pensare che più soldi riusciamo ad accumulare sul nostro conto corrente, maggiore sarà la nostra serenità futura. Questo, è anche sinonimo di un recente trend in forte crescita. Nell’ultimo anno, infatti, i capitali fermi sui conti correnti dei risparmiatori, sono aumentati di oltre 200 miliardi toccando la cifra record di 1.745 miliardi.

È oltremodo ragionevole pensare che questa tendenza sia stata fortemente accentuata dal periodo pandemico che si sta vivendo. Tuttavia, accantonare i propri risparmi sui conti correnti non è la scelta più saggia. Innanzitutto, il capitale ha un costo. Sembra una frase fatta ma è così. Canone del conto corrente, bollo, invio estratto conto sono solo alcuni dei costi che, mensilmente, dobbiamo riconoscere ai nostri istituti di credito. Il secondo motivo, che poi risulta essere quello maggiormente penalizzante è l’inflazione.


Cos’è l’inflazione?

Quando provo a spiegare questo concetto ai miei clienti, il più delle volte lo trovano di difficile comprensione. Non riescono a capire come una moneta, nel tempo, possa perdere il proprio potere d’acquisto. Da parte loro, l’inflazione viene vista, infatti, solo come un coefficiente che porta alla rivalutazione dello stipendio. Rivalutazione che, però, non riesce a colmare l’aumento del costo della vita, che cresce in maniera molto più veloce rispetto al primo.

Per farci un’idea dell’impatto che ha l’inflazione sui nostri risparmi, basta vedere cosa sarebbe successo a 10.000€ accantonati su un conto corrente. In vent’anni, si sarebbero ridotti a poco più di 6.000€, andando così a perdere quasi il 40% del valore.

Una cifra che mai nessuna rivalutazione dello stipendio potrà mai colmare.

In molti, quindi, mi chiedono di spostare i propri risparmi su conti deposito, così da avere quel minimo di rendita per poter contrastare la svalutazione data dall’inflazione. Ecco, per quanto possa sembrare logico, in realtà il nostro capitale nel lungo periodo sarà comunque in perdita poiché dovremmo pagare di volta in volta tutti i costi di questi strumenti finanziari e spesso questi costi risultano essere maggiori degli interessi ricevuti. Ma perché i risparmiatori pensano che mantenere liquidità sia la cosa più sicura?
È “colpa” di un bias cognitivo chiamato illusione della liquidità.

Cos’è un bias cognitivo?

Una semplice distorsione cognitiva che indica una tendenza a creare la propria realtà soggettiva, non necessariamente corrispondente all’evidenza, sviluppata sulla base dell’interpretazione delle informazioni in possesso, anche se non logicamente o semanticamente connesse tra loro, che porta dunque a un errore di valutazione o a mancanza di oggettività di giudizio.

Cosa fare?

La cosa più sicura è affidarsi ad un professionista che, una volta valutato i nostri obiettivi, la nostra propensione al rischio ed il nostro orizzonte temporale, svilupperà un piano d’investimento per difendere i nostri risparmi dall’inflazione e dagli eccessivi costi applicati dagli istituti di credito.

 

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