Investimenti: quali megatrend renderanno di più in futuro?

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

Articolo di Valentina Proietti MuziGroup Manager e Private banker di Roma

Viviamo in una fase storica segnata da cambiamenti continui in ogni settore della nostra vita (dalla politica all’economia, dalla finanza all’evoluzione del contesto culturale). Per questo è impresa complessa riuscire a scandire il tempo e a individuare la direzione di questi cambiamenti, ma allo stesso tempo fondamentale, soprattutto per chi come me si occupa di consulenza finanziaria (e, in modo più ampio, di divulgazione e sensibilizzazione ai temi finanziari). Soprattutto, è importante conoscere quali strumenti abbiamo a disposizione nell’ambito degli investimenti finanziari per seguire i mutamenti e i cambi di paradigma che sono ormai quasi all’ordine del giorno.

I “megatrend” – vale a dire, quelle forze strutturali di cambiamento che ci consentono di vedere come si evolverà e che forma avrà la società del futuro – rappresentano al meglio le trasformazioni in atto, ma sono anche valide opportunità di investimento per chi vuole impiegare il proprio capitale nel medio-lungo termine.

I temi o i mega-trend più interessanti

Le forze strutturali di cambiamento a cui riferirsi per individuare i megatrend più significativi sono tre: demografia, tecnologia, globalizzazione.

Queste forze, nei vari periodi storici, si mescolano fra loro e danno vita a quegli effetti dirompenti (disruptive) che poi segnano i cambiamenti rilevanti per la nostra società. Di solito, in ambito finanziario, si individuano otto grandi temi su cui i gestori di portafogli concentrano la loro attenzione e investono capitali.

Fra questi otto temi (Lavoro e Industria ridefinite, Consumatori connessi, Urbanizzazione, Salute reinventata, Evoluzioni comportamentali, Smart future, Risorse del pianeta), ho deciso di approfondirne tre, che sono quelli verso cui anche la mia clientela (soprattutto quella più giovane) mostra interesse.

Pensiamo agli effetti combinati della trasformazione demografica (invecchiamento della popolazione) con la globalizzazione (stili di vita sedentari abbinati all’urbanizzazione) e la tecnologia, e avremo davanti agli occhi il megatrend della “salute reinventata”, della telemedicina, della robotica applicata alla chirurgia. Un dato su tutti: dal 2013 al 2019 le health app su IOS e Android sono passate da 95 mila a 380 mila. E in un periodo come quello che abbiamo vissuto (e stiamo ancora vivendo), cioè della pandemia da Covid-19, l’uso della tecnologia, dell’intelligenza artificiale per individuare patologie e diagnosi anche a distanza sarà sempre più importante.

Ma i megatrend riguardano anche altri aspetti della nostra vita.

La nostra quotidianità, infatti, è sempre più costellata di oggetti “smart”: con il termine “smart” intendiamo oggetti, infrastrutture, scambi commerciali “collegati”, connessi e perciò, analizzabili sotto il profilo dei dati che generano. Pensiamo alle automobili a guida autonoma, che ancora sembrano soluzioni di mobilità futuristica, eppure (secondo alcuni studi) solo negli Stati Uniti questi veicoli potrebbero “liberare” 50 miliardi di ore per anno a conducente.

Un altro megatrend interessante e di grande impatto sociale e culturale, oltre che finanziario, è di certo quello che riguarda il cambiamento climatico e lo sfruttamento delle risorse del pianeta. Secondo Citi, entro il 2060 i soli Stati Uniti dovranno far fronte a costi legati al cambiamento climatico pari a circa 44 miliardi di dollari. Vari studi dimostrano come sia possibile intervenire per ridurre gli effetti negativi del cambiamento climatico oltre che attraverso interventi normativi e di sistema, anche con strategie di comportamento che riescano a educare i cittadini, le aziende e i governi nel ridurre lo spreco alimentare, nell’utilizzo della mobilità intelligente e nello sviluppo del lavoro agile.

Connesso a questo tema è poi lo sfruttamento delle risorse del pianeta, un problema da affrontare e risolvere perché non più procrastinabile: la pandemia da Covid-19 ha accelerato alcune decisioni e il Green Deal europeo è in fondo un esempio di come coniugare investimenti finanziari e progresso sociale ed economico. Questi sono solo alcuni dei temi più rilevanti da cui poter trarre stimoli per modificare i nostri stili di vita, ma anche opportunità di investimento.

Come inserire i megatrend all’interno di un portafoglio di investimenti e con quali finalità?

Come indicavo prima, gli asset managers inseriscono i trend di crescita all’interno dei loro portafogli essenzialmente con due obiettivi: da un lato, diversificare le soluzioni di investimento; dall’altro, proteggere i portafogli per ridurre il rischio di volatilità nel breve termine. Gli investimenti in megatrend, inoltre, rappresentano la componente “satellite” del portafoglio complessivo di investimenti ed è proprio su quest’ultimo aspetto che mi piace concludere questo articolo, portando la testimonianza del mio lavoro di consulente.

Spesso, infatti, soprattutto con la clientela più giovane – e ancora di più con le donne – affrontare il tema degli investimenti ponendo attenzione a temi che riguardano la nostra vita di tutti i giorni facilita la comprensione (almeno per grandi linee) dei meccanismi che sottendono ai mercati finanziari, che spesso sono visti come un insieme di grafici e numeri distanti dalla nostra vita. I megatrend da questo punto di vista sono uno strumento molto utile di sensibilizzazione finanziaria, e soprattutto le clienti donne – attente ai temi della sostenibilità, del miglioramento delle condizioni di vita nella nostra società più che al mero rendimento – sono il target più adatto per questo genere di investimenti, anche con gli investimenti periodici sotto forma di piani di accumulo.

 

Questo articolo fa parte di una rubrica di Wall Street Italia dedicata ai consulenti finanziari che vogliono raccontare le loro esperienze e iniziative professionali. Se siete interessati a pubblicare una vostra storia scriveteci a: social.tfinance@triboo.it


L’autore è esclusivo responsabile del presente contributo, su cui non è eseguito alcun controllo editoriale da parte di T.Finance. Il presente articolo non può costituire e non deve essere considerato in nessun caso una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento, ne raccomandazioni personalizzate ai sensi del Testo Unico della Finanza.