I soggetti deboli: chi sono e cosa fare per tutelarli

6 Dicembre 2022, di Redazione Wall Street Italia

di Mariano Rocchi, consulente patrimoniale e group manager di Sanpaolo Invest

Sempre più spesso sentiamo parlare di soggetti deboli, ma chi sono? La definizione si applica a varie situazioni: innanzitutto i figli minorenni, che hanno necessità ed esigenze di vario genere alle quali devono provvedere i genitori e/o eventuali tutori, ma anche le persone particolarmente fragili, come i familiari affetti da varie forme, anche severe, di disabilità e che di conseguenza hanno necessità di supporti ancora più importanti. I soggetti deboli possono essere anche i genitori anziani, che quando l’età avanza possono aver bisogno di un sostegno finanziario, se non sono stati in grado di pianificare la loro autonomia dopo il ritiro dal lavoro, o di altro genere. Vanno quindi, insomma, trovate soluzioni per tutelare tutte le persone a noi care.

Analizzare le esigenze e stabilire il patrimonio

Ecco quindi tre consigli per proteggere al meglio i soggetti deboli intorno a noi. In primis si deve partire da un’analisi delle esigenze, per capire quali sono le necessità a cui dobbiamo provvedere e identificare la quota di patrimonio che occorre per farvi fronte. Una volta analizzato e compreso il problema, è necessario confrontarsi con i professionisti più adatti: un avvocato che si occupa di diritto familiare, o il nostro consulente finanziario di riferimento, o ancora un notaio o un commercialista nel caso in cui nel patrimonio da destinare siano comprese anche attività imprenditoriali.  Con questi esperti – anche congiuntamente – si vanno a studiare le possibili soluzioni e il percorso da attuare per poter affrontare al meglio le esigenze in questione.

Monitoraggio costante

Una volta individuato il problema, stabilita la quota di patrimonio da destinare all’esigenza e trovate le soluzioni e gli strumenti adatti, che possono essere molteplici, bisogna attuare, possibilmente con l’ausilio di un professionista, politiche concrete di monitoraggio. Parliamo infatti in questo caso di progetti di medio-lungo periodo, che si sviluppano su un orizzonte temporale che può raggiungere e anche superare i 20 anni. È quindi necessario monitorare nel tempo l’andamento delle soluzioni, per capire se e quando modificarle: perché nel corso degli anni cambiano le normative, cambiano anche le esigenze e bisogna valutare di volta in volta se le soluzioni attuate siano ancora valide, o se le necessità sono cambiate e quindi richiedono l’adozione di soluzioni diverse.

Una polizza per proteggere il futuro dei figli

I possibili esempi sono numerosi. Parto dal mio caso personale: sono un uomo sposato con due figlie minorenni e il reddito familiare proviene in misura maggiore dalla mia persona. Se dovessi venire improvvisamente a mancare, la nostra famiglia non potrebbe più contare su una quota importante di reddito, che invece potrebbe servire per il futuro delle mie figlie e della mia famiglia. Come si tutela la loro posizione? In questo caso basta sottoscrivere una semplice polizza caso morte, calibrata in funzione del reddito. Si tratta peraltro di polizze con costi contenuti, che variano in funzione dell’età del contraente: generalmente con una minima spesa si può risolvere un problema importante.

Genitori anziani, parenti disabili

Altri esempi concreti sono quelli di chi si trova ad assistere uno o più genitori anziani. La moderna medicina consente per fortuna un allungamento della speranza di vita, ma questo impone di fare una valutazione anche sulle risorse che potrebbero essere necessarie per assolvere all’assistenza dei familiari più avanti negli anni. Bisogna quindi capire come gestire o destinare un pezzetto del nostro patrimonio, o di quello degli stessi genitori se c’è, per le esigenze legate all’avanzare dell’età. Infine non si devono dimenticare i soggetti fragili per antonomasia, cioè le persone in condizione di disabilità: se in famiglia c’è una persona con gravi problemi di salute bisogna non solo pensare a destinare una parte del patrimonio alla sua assistenza, ma anche individuare un soggetto o un ente che possa supportarla concretamente e provvedere alle sue esigenze, anche nel caso in cui venissero a mancare i genitori o gli altri parenti che se ne occupano attualmente.