Certificates, questi sconosciuti!

10 Giugno 2020, di Redazione Wall Street Italia

Articolo di Ester Compagnone, consulente finanziario di Marigliano, Campania

I certificati sono sempre di più sulla bocca degli investitori, e questo è un dato di fatto, riscontrabile dal buzz in rete e dai volumi di scambio, che sono in progressiva crescita da oltre un decennio, con un boom non indifferente negli ultimi 3-4 anni. Però, a questa crescita di interesse, non corrisponde un’equivalente crescita di conoscenza dello strumento, almeno minima per ottenere risultati soddisfacenti.

In realtà non sono così complicati da capire nel loro funzionamento, ma la loro costruzione è complessa, si basa principalmente su volatilità, sottostante ed il trascorrere del tempo.

I problemi sono essenzialmente due: saper identificare i buoni certificati da mettere in portafoglio e saperli usare.

 

Come affrontare, proteggersi e sfruttare i picchi di volatilità sui mercati?

In questi mesi del 2020 con il Coronavirus che imperversava ed imperversa nel mondo e i relativi lockdown, la VOLATILITA’ è stata la padrona assoluta sui mercati.

Non è  importante conoscere la formula della volatilità, ma è fondamentale conoscerSi, quando ci blocchiamo emotivamente, quando i prezzi degli strumenti che abbiamo nel portafoglio cambiano talmente tanto velocemente da far registrare delle perdite apparentemente improvvise.

Ecco perché l’indice della volatilità (VIX) viene chiamato anche dagli operatori “indice della paura”, perché ne riassume l’essenza essendo proprio la paura, la sensazione dominante che imperversa tra gli investitori più “sensibili” non appena cambiano le variabili e il mercato presenta il conto. Quando si ha paura sui mercati di solito si fanno gli errori più grandi!

Ci sono dei momenti in cui il mercato ci chiede di forzare, di andare controcorrente, se vogliamo ottenere dei risultati. Ci sono dei momenti in cui il mercato ci chiede di essere prudenti, ed è meglio dargli retta, così come momenti, invece,  in cui si deve spingere sull’acceleratore ed investire.

È meglio acquistare le azioni o i certificati?

Bella domanda, guardate lo schema:

Se il titolo/indice cresce: si guadagna sia con le azioni, sia coi certificates

Se il titolo/indice sta più o meno stabile e comunque non sale:

  • se si ha l’azione: non perdiamo soldi, ma perdiamo tempo, perché siamo lì ad aspettare che tiri un filo di vento, e la faccia salire di prezzo.
  • se si hanno i certificati si guadagna e anche bene, questo soprattutto se l’acquisto è stato fatto in un momento di alta volatilità e la vendita è stata fatta in un momento di bassa volatilità (basta che il mercato si stabilizzi, che la volatilità scende ed il prezzo dei certificates sale).
    Coi certificates si guadagna anche se il titolo sta fermo!!!

Se il titolo/indice scende:

  • se si ha l’azione: si perde in maniera proporzionale.
  • se si hanno i certificates: si è addirittura protetti fino a una determinata barriera, per cui la discesa è comunque sempre più contenuta.

Inoltre, non dimentichiamo il particolare aspetto fiscale dei certificati che non è secondario: le cedole e le plusvalenze dei certificati sono considerati redditi diversi, pertanto compensabili con tutte le minusvalenze in portafoglio sia derivanti dal risparmio amministrato che dal risparmio gestito.

Non si scappa: i certificati stravincono nel confronto con le azioni e a volte anche su altri strumenti finanziari.

 

Di seguito la carta d’identità di un certificato a mio parere interessante


Sottostante ENI spa

Cat. Acepi  condizionatamente protetto

Emissione         10 giugno 2020

Fixing iniziale   22 maggio 2020 prezzo 8,174 €

Fixing finale     24 maggio 2024 prezzo 4,4957€ (barriera capitale)

Scadenza          29/05/2024

Premio fisso mensile 0,42%, annualizzato 5,04%

Barriera capitale, tipo europea 55%

Call 100% dopo il 12°mese.

Questo certificato è quindi adatto a chi si attende un andamento positivo dell’azione ENI per il periodo di vita del certificato o comunque una perdita di valore a scadenza non superiore al 45% del suo valore di riferimento iniziale; Eni spa ha una capitalizzazione di mercato pari a 30,4 MLD di euro, il valore massimo dell’anno si è avuto l’11 luglio 2019 a 14,19 euro, il valore minimo nelle ultime 52 settimane  è stato di 6,26 euro il 16 marzo 2020, con una performance da inizio anno pari a -39,67%. Eni è una delle maggiori compagnie europee nel settore petrolifero e della produzione di gas naturale. È presente in ogni livello del ciclo di tali materie prime, dalla ricerca e sviluppo dei giacimenti fino alla distribuzione al dettaglio di carburanti ed energia elettrica. Oggi Eni conta circa 85.000 dipendenti in 83 paesi del mondo.

 

Che dite meglio l’azione o il certificato?

 

 

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