È ufficiale: la volatilità è collassata

5 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Se fate trading o semplicemente vi interessate di finanza e di mercati americani, vi sarete accorti che, anche questa settimana, Wall Street ha continuato a salire imperterrita macinando nuovi record.

Niente di che per l’SP500 e il Dow Jones che hanno chiuso rispettivamente a 1806 e a 16086 punti. Meglio per il Nasdaq Composite e per il Russell 2000.

Il Nasdaq ha chiuso a 4059 e registra un +1,70% rispetto la settimana precedente.

Il Russell 2000, che però era anche l’indice che aveva sofferto di più a inizio novembre, venerdì ha chiuso a 1142, +1,59% rispetto una settimana fa.
Invece, se non siete dei veri appassionati di opzioni, è facile che non vi siate accorti di un fenomeno particolarmente significativo che si è mostrato la settimana scorsa.

La volatilità implicita è ufficialmente collassata

Che il VIX fosse prossimo ai minimi del 2013 lo avevamo già evidenziato.
Molto più interessante scoprire quanto siano diventate cheap le opzioni sull’indice VIX.

Per osservare questo fenomeno è sufficiente prendere il grafico del VVIX, cioè l’indice della volatilità implicita delle opzioni sull’indice VIX (sembra una cosa un po’ complicata ma basta pensare che è possibile fare trading anche sulle variazioni nella volatilità implicita del VIX).

Come potete vedere dall’immagine, ci troviamo di fronte ad un vero e proprio cambio di livello. La volatilità si è fermata a 64,81, poco più di cinque punti percentuali sotto il livello di supporto di 70.

Il trend è ribassista sul lungo periodo, ma laterale rispetto a come si è mossa nel 2013.

Mercato che sale, volatilità implicita che scende, uguale opzioni meno care.
Opzioni meno care, quindi meno convenienza nel vendere i premi e forse qualche opportunità in più se le vogliamo comprare. Sì, ok, ma cosa compriamo?
Se le opzioni sul VIX sono diventate così economiche, significa che sempre meno operatori si sono presi la briga di andare in copertura (per ora) comprando o vendendo queste opzioni. Cioè hanno valutato la situazione attuale come sempre meno rischiosa.

Dato che la volatilità implicita si muove in modo ciclico attorno ad un valore medio, può valere la pena di sfruttare questa situazione a nostro favore.
Prima della scadenza di dicembre (venerdì 20) sono in programma diverse comunicazioni della FED e dati macro importanti. Piuttosto improbabile che VIX e indici rimangano così fino alla fine dell’anno.

Forse è lecito aspettarsi qualche ritracciamento dei principali indici e qualche “colpetto” del VIX e del VVIX verso valori più alti.

L’acquisto di call OTM, scadenza dicembre o gennaio, sul VIX può essere un modo interessante di sfruttare queste condizioni.

L’autore Alessandro De Angelis è analista di Professione Opzioni e autore per Traders’ Magazine

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Traders’ Magazine – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

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