Ubs, il ciclo economico è maturo ma può proseguire ancora

8 Novembre 2019, di Alberto Battaglia

Con la borsa americana su nuovi record, raggiunti giovedì 7 novembre, è lecito chiededersi per quanto ancora il ciclo economico potrà sostenere la crescita dei titoli azionari. Da più parti si ripete quanto l’attuale fase sia ad uno stato avanzato di “maturità” e che una recessione americana potrebbe rivelarsi entro il 2020. Ubs ha cercato di riassumere graficamente la situazione in quello che la banca svizzera chiama “cycle clock”, l’orologio del ciclo (grafico in basso). Conclusione dell’analisi è la seguente:

“È vero che la leva finanziaria degli Stati Uniti è ai massimi storici, ma il ritmo del suo aumento sta rallentando. Sia negli Stati Uniti che in Europa, i bilanci dei consumatori sono in condizioni ragionevoli, le attività bancarie non sono gonfie e i prestiti in sofferenza sono sotto controllo“, afferma UBS. Il ciclo economico, dunque, potrebbe proseguire tenendo conto che, a fronte di una minore offerta di lavoratori disponibile, l’inflazione non è ancora salita in modo significativo. Ciò sarebbe stato in qualche modo nell’ordine delle cose, se la “vecchia” curva di Philips, che mette in relazione inversa disoccupazione e livelli dei prezzi, avesse ancora validità nel nel contesto attuale. Sembra proprio che non sia così.

Il ciclo di mercato, tuttavia, sembra allungato: “i mercati obbligazionari, creditizi e azionari concordano all’unanimità che l’attuale ciclo è esteso”, afferma Ubs, in particolare per gli Stati Uniti.

In effetti, afferma Ubs, il ciclo di mercato è più avanzato di quanto non sia mai stato negli ultimi 20 anni. E anche in Europa, il ciclo è in fase avanzata. Ubs afferma che i rendimenti nel Vecchio Continente “potrebbero non essere consistenti” nei prossimi 1-2 anni.