Calendario Economico pagina 170
L’indice PMI costruzioni del Regno Unito ad agosto tocca i 45 punti contro i 46,5 attesi. La precedente rilevazione di Markit segnava 45,3 punti. La lettura è più debole del previsto, ma non è una grande sorpresa visto che le condizioni economiche nel Regno Unito sono complessivamente più deboli.
L’indice dei prezzi alla produzione nella zona euro a luglio segna su base mensile +0,2% come da attese, contro il calo a -0,6% della precedente rilevazione. Su base annua, rende noto Eurostat, l’indice segna +0,2% contro +0,7% precedente.
Nuovo dato negativo per le vendite di autovetture in Italia: il mese di agosto si conclude con 88.939 immatricolazioni, in calo del 3,1% rispetto a un anno fa. Il dato consuntivo da inizio anno vede un calo del 3%, con 1.325.162 unitĂ vendute fra gennaio ed agosto. Continua la flessione del diesel, che ad agosto
In calo ad agosto l’indice PMI manifatturiero della Gran Bretagna che tocca i 48,4 punti contro i 47,4, livello più basso dal 2012. Si tratta del quarto mese consecutivo di ribassi.In deciso calo anche i nuovi ordini dove l’indice è sceso da 46,9 a 44,4
L’indice PMI manifatturiero finale della zona euro ad agosto conferma la stima preliminare, a 47 punti da 46,5 a luglio che rappresentava il record negativo da sei anni e mezzo.
L’indice finale PMI manifatturiero della Francia ad agosto tocca i 51,1 punti contro i 51 preliminari. Il dato relativo invece alla Germania tocca i 43,5 punti contro i 43,6 preliminari.
L’indice PMI manifatturiero della Spagna tocca i 48,8 punti contro i 48,5 attesi e i 48,2 precedenti.Il dato, reso noto da Markit, è leggermente migliore del previsto, ma conferma che il settore manifatturiero spagnolo è in contrazione per il terzo mese consecutivo.
L’attività manifatturiera in Italia tocca ad agosto un leggero rialzo. Secondo quanto reso noto da Markit infatti l’indice PMI manifatturiero registra i 48,7 punti contro 48,5 attesi e come da precedente rilevazione.
L’indice PMI manifatturiero della Cina segna ad agosto i 50,4 punti contro i 49,9 precedenti, mostrando così un segnale positivo per l’attività manifatturiera cinese.
Trainata dall’andamento delle esportazioni, la crescita del Canada ha superato ampiamente le attese nel secondo trimestre mettendo a segno un tasso del 3,7%. La banca centrale canadese aveva previsto un incremento su base annua del 2,3%, mentre gli economisti sondati da Reuters avevano previsto un incremento del 3%. Rivisto al rialzo anche il Pil relativo